lunedì 30 ottobre 2017

Dal mare alla tavola passando per il Tevere: monitorati i rifiuti plastici che arrivano ad Ostia

Ogni ora, dal canale dei Pescatori entrano in mare 85 rifiuti più grandi di 2,5 centimetri. Il dato, rilevato da una recente ricerca condotta dall'accademia del Leviatano, è preoccupante. Soprattutto in funzione del tipo di materiale, in gran parte plastico, che caratterizza questi rifiuti.

Gli effetti sulle coste e sui pesci

Il continuo fluire degli scarti urbani nel mare, produce due conseguenze. Alcuni "riportati dalle mareggiate sulle spiagge diventando così rifiuti urbani la cui gestione è a carico del Comune di Fiumicino nonostante siano stati prodotti altrove" spiega Miriam  Paraboschi, una delle ricercatrici che ha effettuato il monitoraggio. Gli altri "si frammentano in particelle più piccole che rischiano di entrare nella catena alimentare del mare". Ingeriti dai pesci, finiscono poi nell'organismo umano.

Tipologie di rifiuti osservati

Gli oggetti  più comuni censiti al canale dei Pescatori, piccolo ramo del Tevere, sono di piccole dimensioni. Cotton fioc, stecche di lecca lecca e le immancabili cicche. Molti però superano i 2,5 centimetri, che è lo standard fissato dal network Rimmel. E' formato da 36 istituti di ricerca europei che, coordinati dal Joint Reserch Center, hanno stilato un protocollo di monitoraggio sperimentale, che punta a censire i rifiuti superiori ai 2,5 centimetri che galleggiano alle foci dei fiumi. I controlli effettuati al Canale dei Pescatori, hanno portato alla rilevazione di pezzi di polistirolo, bottiglie, buste, coperchi, confenzioni e numerose scarpe.
Fonte: Ostiatoday.it

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