venerdì 23 giugno 2017

Atletica, Donato: “A 40 anni sogno in grande. Taylor e Clay non sono lontani”

L’obiettivo, sfruttando la forzata assenza della Russia vincitrice di quattro delle prime sei edizioni della rassegna, eredità della Coppa Europa che fu, potrebbe essere ambizioso: centrare il miglior risultato di sempre, ovvero quel sesto posto ottenuto in tre occasioni, l’ultima — a Cheboksary 2015 — compresa. L’Italia del neo d.t. Elio Locatelli, agli Europei a squadre di Villeneuve d’Ascq, per la prima volta su tre giorni, pensa in grande. A guidarla, in un mix di (alcuni) veterani e (tanti) giovani, Fabrizio Donato, 41 anni tra meno di due mesi: col 17.32 centrato 12 giorni fa a Pierre-Bénite, sempre in Francia, guida la lista continentale del triplo ed è al quarto posto di quella mondiale. A 28 cm dal proprio record italiano all'aperto, che resiste da 17 anni, e mai così lontano dai Giochi di Londra 2012.
Ha in canna altri miracoli? 
Sono in un bel periodo, tengo a bada gli acciacchi dell’età, male ai tendini su tutto. Prima dei Mondiali, obiettivo stagionale, ho pensato a tre gare, l’ultima gli Assoluti di Trieste del prossimo weekend. Vediamo se tutte saranno all'altezza della prima”.
Qual è il suo segreto? 
Solo la capacità di gestirmi: vuol dire saper ascoltare il proprio corpo, cambiare in corsa programmazione e piani di allenamento, avere intuizioni. Molto è figlio dell’esperienza”.
L’appuntamento è per domenica alle 15.50: non su una pedana qualsiasi... 
Sulla pedana che ha regalato il tentativo più lungo della storia, proprio in una Coppa Europa. Jonathan Edwards, nel 1995, planò a 18.43. Solo una bava di vento a favore di troppo (+2.4 m/s) inficiò il risultato. Ma l’inglese, al record del mondo, sarebbe arrivato 45 giorni dopo, con un 18.29 che resiste tuttora. Il manto è stato ovviamente rifatto. Ma è tutto nella stessa posizione”.
Un 25 giugno come allora: cosa le resta di quella meraviglia? 
Avrei debuttato nella manifestazione tre anni più tardi, quindi solo la visione del relativo filmato. Quel che colpisce, come in ogni prova di Edwards, è la naturalezza. Atterra oltre i dodici metri con hop e step, come mi è successo qualche volta, ma mantiene la stessa ampiezza sul jump. Ed è ciò che fa la differenza”.
In una gara che, con tre tentativi per tutti e un quarto solo per i migliori quattro, potrebbe anche favorirla, troverà altri due atleti con uno stagionale oltre i 17 metri, il francese Pontvianne (17.13) e il tedesco Hess (17.02). 
“Sarà stimolante: Hess ha 20 anni, come il ceco Zeman e l’ucraino Malosilov. Quando esordivo in Coppa Europa, erano appena nati. Voglio far bene: gareggiare per la Nazionale mi gasa. E il ruolo di capitano mi affascina. Ma non chiedetemi che discorso farò: a braccio, come sempre”.
Due anni fa, in Russia, vinse al pari di Benedetti negli 800. 
“Avevo un tendine infiammato e c’era molto vento. Mi mancava continuità. Centrai un 17.11 con +3.3 alla prima, bastò per regalare punti pesanti alla squadra e a me il terzo successo nella rassegna dopo Firenze 2003 e Malaga 2006”.
Come è migliorato da allora? 
“Avevo bisogno di nuovi stimoli e da settembre faccio da solo: è giusto cambiare, sperimentare. Ho rivoluzionato la mie metodologie, lavorando sulla velocità, mio punto debole, partendo dalla forza. I risultati per ora, considerando anche l’argento agli Euroindoor, mi danno ragione”.
Con Andrew Howe s’è inventato anche allenatore... 
“Faremo cose belle. Il 7.66 di Chiasso non fa testo: era reduce da un mese e mezzo di problemi e ha trovato una serata sfavorevole. Dagli Assoluti non potrà che migliorare”.
È vero che per lui pensa a un domani da triplista? 
“Non corriamo: pochi, però, hanno le sue qualità di balzo. È una porta aperta sul futuro”.
Il suo cosa riserva? 
Taylor e Claye ora sono lontani: vedremo tra un mese e mezzo. Continuo a sognare in grande”.
Fonte: Gazzedellosport.it

giovedì 22 giugno 2017

Emergenza acqua, Raggi firma l'ordinanza anti-spreco: "Limitare l'irrigazione dei giardini"

Emergenza acqua, ordinanza di Virginia Raggi: limitazioni per l'uso dell'acqua

E' allarme siccità. La sindaca Virginia Raggi ha approvato un'ordinanza per regolamentare l'uso di acqua potabile, fino a settembre, sull'intero territorio di Roma Capitale. Il provvedimento consente i prelievi di acqua potabile per i normali usi domestici e sanitari, inclusi i servizi pubblici di igiene urbana. Limita invece l’utilizzo delle risorse idriche in questione per irrigazione di orti e giardini, riempimento di piscine mobili, lavaggio di automobili o altri veicoli, qualunque uso ludico che non sia quello del servizio personale. Un modo per preservare anche il Lago di Bracciano, da qualche mese in emergenza idrica. A fine maggio, infatti, aveva suscitato polemiche la decisione di aumentare i prelievi da parte di Acea Ato2 dal lago di Bracciano proprio per far fronte al calo delle risorse idriche dovute a precipitazioni nettamente inferiori alle medie stagionali. 

Spiega il Campidoglio in una nota: "L’ordinanza mira soprattutto a preservare il livello delle acque del lago di Bracciano notevolmente abbassatosi nel corso degli scorsi anni a causa della mancanza di una politica di tutela della risorsa idrica del lago e delle scarse piogge". Acea, Ato 2, congiuntamente con Polizia Locale e forze dell’ordine, effettuerà controlli per verificare il rispetto del provvedimento.

"L’acqua è un bene prezioso che va sempre tutelato" dichiara Raggi "soprattutto nei momenti in cui si assiste a un riduzione delle fonti di approvvigionamento. Vogliamo evitare che i cittadini subiscano, durante il periodo estivo, possibili disagi causati dalla scarsa disponibilità di risorse idriche. E quindi con questa ordinanza intendiamo contrastare ogni possibile spreco o utilizzo superfluo dell’acqua potabile, consentendone il consumo per i soli scopi personali e domestici".
Fonte: Romatoday.it

Fioravanti porta i bambini di Ostia a sognare sulla cresta dell’onda

«Eccolo, arriva!». Quando lo vedono avvicinarsi sulla spiaggia del lido Peppino a mare, i bambini scattano in piedi. Applauso. «Grande, Leo».
Atterrato da poche ore a Roma da Tahiti, Leonardo Fioravanti incontra gli allievi della scuola Ostia surf per una lezione speciale. Prima di entrare in acqua, gli aspiranti equilibristi della tavola si radunano in cerchio. Seduti all’indiana con indosso la muta, intervistano il loro idolo. La domanda più ricorrente è sulle ultime vittorie inanellate dal campione laziale, nato a Cerveteri 19 anni fa. Cosmopolita, poliglotta (parla cinque lingue) e sempre in viaggio grazie alla passione per le onde. «Come sei riuscito a battere John John Florence?», gli chiede un ragazzino dagli occhi vispi, ferratissimo sulle ultime gare disputate dall'atleta italiano.
Si scopre, così, che la generazione dei nativi digitali non si perde una sfida del circuito mondiale in diretta streaming sul tablet. Leo la scorsa settimana ha sconfitto il fuoriclasse americano alle Isole Fiji: the Italian stallon (Fioravanti è corteggiatissimo dalle giovani ammiratrici) contro il numero uno al mondo. Altra mano alzata: «Come sei diventato così forte?». «Con impegno e lavoro duro - risponde Fioravanti - . Ho iniziato a sei anni, da allora non ho più smesso». Con il sogno delle Olimpiadi, visto che il surf sarà ai Giochi di Tokyo 2020. I cronisti in erba lo tempestano di domande, alcuni entrano nelle pieghe dei tecnicismi di uno sport che li affascina per l’inspiegabile alchimia che si crea tra impegno e improvvisazione, senso del limite e istinto. «La tua manovra preferita?». «Il tubo». Silenzio. Poi un biondino incalza: «Cosa si prova?». «Una sensazione incredibile. Quando sei lì dentro il mondo si ferma». Qualcun altro è curioso di sapere chi lo abbia ispirato: «Mio fratello, di sette anni più grande, e la mia famiglia. Sono loro ad avermi spinto a entrare in acqua».
Inevitabile che si parli della doppia vittoria sulla leggenda del surf, Kelly Slater. La platea sembra non avere ancora metabolizzato la notizia. Stenta a credere di avere davanti l’artefice di un’impresa, che, ai loro occhi, ha un che di epico. «Ci vuole una grande forza di volontà, ma niente è impossibile se ci credi. Alla fine, in quella mezz’ora, eravamo solo io e lui. La rivalità è normale, ma finita la gara siamo tutti amici. Ci divertiamo, giochiamo a ping-pong...». Tornato nella sua prima casa (quella attuale è in Francia, a Hossegor) giusto il tempo di partecipare all'evento benefico, Fioravanti si prepara alla prossima tappa del circuito mondiale a Jeffrey Bay, in Sudafrica: «Onde lunghe da destra, belle manovre... Un posto in cui ti rendi conto di cosa sia stare dentro al tubo».
Sul litorale romano Fioravanti è testimone per un giorno del progetto promosso dalla onlus Laureus in collaborazione con la scuola Ostia surf. L’associazione che si ispira a Nelson Mandela, nata nel 2000 a Londra, in Italia è presente a Milano, Roma e Napoli, coinvolgendo 1.350 bambini a rischio di emarginazione sociale. A Ostia sono circa 70 gli studenti dell’istituto comprensivo di via Giuliano da Sangallo che quest’anno hanno partecipato ai corsi (tra gli altri, di basket e baseball) nei quali gli allenatori sono affiancati da psicologi. «Il surf piace molto - spiega un’insegnante di scuola primaria, Antonietta Gargano - perché non è di facile accesso, l’attrezzatura costa... Ho visto alcuni dei miei alunni emozionarsi quando finalmente sono riusciti a stare in piedi sulla tavola, prima al massimo potevano guardarlo in televisione. Quali sono i valori educativi di questo sport? È molto formativo, soprattutto per chi ha difficoltà a riconoscere l’autorità. Insegna la disciplina, il rispetto delle regole e ad amare la natura».
Fonte: corriere.roma.it

A Cinecittà World arriva la realtà virtuale

clicca qui per guardare il Video della nuova attrazione
Fonte: 06blog.it

L’età dell’ansia

"Guardo i ragazzi sciamare per strada dopo il tema di maturità e avverto l’imbarazzo di essere stato, rispetto a loro, un privilegiato. Ricordo le emozioni di allora, lo stato di panico che si sarebbe ripresentato negli incubi adulti, quando mi sarei rivisto davanti alla commissione d’esame e a un foglio bianco, senza sapere ancora quale vita ci avrei messo dentro. In realtà il giorno degli esami sapevo benissimo che una vita ci sarebbe stata e che quella prova iniziatica mi sarebbe rimasta impressa proprio perché unica: il preludio a un futuro magari non altrettanto memorabile, ma disseminato di sufficienti certezze e reti di protezione. La maturità era il rito con cui si usciva dall'età dell’incoscienza per entrare in quella della ragione. Adesso segna il passaggio dal pianoro delle tutele al bosco del precariato.
Dall'età dell’incoscienza all'età dell’ansia
Ascolto i ragazzi commentare la loro iniziazione come se fosse stata l’ultima e non posso fare a meno di pensare che non sarà così. La società degli X Factor, dove uno su mille ce la fa e gli esclusi restano a inveire sulla tastiera, si basa su provini continui dagli esiti instabili. L’energia prorompente di questi maturandi e futuri laureati rischia di languire dentro un lavoretto malpagato, un contratto di pochi mesi, un praticantato non retribuito. Qualcuno ce la farà: i più intraprendenti e i più ammanicati. Molti scapperanno a cercare altrove la strada di casa. Tutti gli altri andranno a ingrossare le file dell’esercito di chi dice che questo mondo è diventato troppo ingiusto per non essere anche sbagliato."
Fonte: M. Gramellini - Corrieredellasera.it

mercoledì 21 giugno 2017

Scomparsa da ieri Cristina Paladuta, 13enne residente all'Infernetto

Cristina Paladuta, di 13 anni, ex alunna della scuola "Mozart " dell'infernetto e attualmente alunna del liceo Caravaggio da ieri , Martedì 20 Giugno, è  scomparsa.

Chiunque la vedesse o avesse sue notizie può lasciare dei riferimenti su questo post.
22 Giugno 2017: apprendiamo da fonti esterne che la ragazza è stata ritrovata. Ringrazio tutti quelli che si sono attivati nell'inoltro della notizia.
AR

Incendio all'Infernetto, bruciano sterpaglie vicino la tenuta presidenziale di Castel Porziano

Incendio oggi 21 giugno all'Infernetto, con epicentro in via Gaspare Scuderi, a pochi metri dalla tenuta presidenziale di Castel Porziano. Sul posto i Vigili del Fuoco con il supporto di due elicotteri per spegnere le fiamme dall'alto. A bruciare due gruppi, diversi, di sterpaglie.

Le fiamme, in via Scuderi, erano già scoppiate ieri notte. L'incendio, però, spento ha ripreso vigore oggi. Intorno alle 10. Ancora incerte le cause del rogo. Si indaga sulle dinamiche che hanno scaturito le fiamme. Distrutti almeno quattro ettari di verde.
Fonte: ostiatoday.it

lunedì 19 giugno 2017

Quei genitori diventati avvocati dei loro figli

Caro direttore, 
ma come abbiamo fatto, noi nati negli anni Quaranta e Cinquanta, a sopravvivere a qualche titolo di «imbecille» urlatoci dalle maestre, o a una bacchettata sulle mani o, addirittura, a qualche scappellotto quando l’avevamo combinata grossa? Eppure siamo diventati buoni cittadini in percentuale decisamente superiore a molte generazioni che ci hanno seguito. Ma oggigiorno questi metodi educativi sono considerati da querela. Oggi, anche per le piccole canaglie che ti prendono a calci o insultano e poi ghignando e ti dicono «Tanto non puoi farmi niente», evidentemente devi accondiscendere a tutto, inseguire i loro capricci, esaudire le loro stravaganze, abbozzare alle loro maleducazioni, soddisfare le loro angherie. Molto bene, educhiamoli così. E otterremo generazioni di giovani fragili, viziati, spocchiosi, privi di empatia. 
Daniele Carozzi dan.carozzi@tiscali.it

Caro signor Carozzi, 
Forse lei esagera un po’ nella descrizione dei nostri ragazzi. Ne conosco tantissimi che studiano con serietà e altrettanti che, purtroppo, passano anni tra uno stage e un altro tipo di contratto precario alla ricerca della loro occasione. Con toni un po’ forti però lei coglie un punto che dovrebbe far riflettere più i genitori che i figli. Nel dopoguerra abbiamo vissuto in famiglie con regole rigidissime (in particolare per le ragazze) dove quasi niente era permesso. Abbiamo frequentato scuole in cui maestri e professori avevano sempre ragione, anche quando usavano metodi discutibili. In casa la reazione di padri e madri era la stessa, invariabilmente: «Se il professore ha fatto così significa che lo meritavi». 
Ora leggiamo sui giornali di genitori che si presentano a scuola ad aggredire i docenti colpevoli di non aver dato il voto giusto, secondo loro, ai propri figli, che organizzano assemblee per contestare maestri troppo severi. Insomma padri e madri che si trasformano in avvocati difensori degli studenti: alcune volte in senso letterale ricorrendo ai giudici dei tribunali amministrativi. Comportamenti che non aiutano certo i ragazzi ad assumersi le loro responsabilità, a crescere sapendo che un brutto voto o un rimprovero possono essere momenti importanti per comprendere gli errori e ripartire meglio. Non parliamo poi dei genitori che passano i pomeriggi a studiare con i figli o addirittura a sostituirli nello svolgimento dei compiti. 
Siamo iperprotettivi nell'immediato con i ragazzi e qualche volta molto egoisti rispetto al loro futuro. Altrimenti come è stato possibile che nella nostra società esistano dipendenti di una certa età ultra protetti e giovani a cui vengono riservati solo «lavoretti»?
Fonte: Luciano Fontana @ Corriere.it

Un anno di Raggi e quel vento che ora soffia contro il Movimento

Polemiche, spaccature, annunci, nomine, inchieste giudiziarie. Poche delibere, tanti "lasciateci lavorare" e pochi, pochissimi successi. Roma a Cinque Stelle un anno dopo. Tempo di bilanci, necessari, fatti per tutti i sindaci. Se per i primi cento giorni non si potevano fare perché "non bastava una mano di bianco" e per i primi sei mesi si chiedeva il tempo dato a tutti sindaci, oggi, ad un anno dalla sua elezione, Virginia Raggi e tutto il Movimento Cinque Stelle devono fare i conti con quanto fatto in 365 giorni. Devono farlo perché, stando ai sondaggi - quelli che durante la campagna elettorale l'hanno data sempre vincente - i romani non sono più con lei ed il famoso vento, quello del cambiamento, soffia ora in direzione opposta, contro il Movimento Cinque Stelle. 

Insomma la luna di miele con i romani è finita e sui social, tra i commenti, la frase "fatela lavorare" è stata sostituita con "Virginia, datti na mossa".

I NUMERI - Partiamo dai numeri. In un anno sono 227 le ordinanze firmate dalla sindaca Raggi (290 quelle durante il primo anno da sindaco di Marino), 153 nel 2016, 84 nel 2017. Nomine, deleghe e revoche gli oggetti più gettonati, rispettivamente 35, 65 e 18. Le delibere di giunta ammontano a 258 (328 quelle della giunta Marino), mentre 182 sono le deliberazioni del Consiglio Comunale (76 invece dal 12 giugno 2013 al 12 giugno 2014). Come si evince spulciando l'albo pretorio la giunta pentastellata ha messo a contratto oltre 100 collaboratori esterni, 102 per la precisione. Marino si era fermato, nel primo anno, a quota 90.

NOMINE E POLEMICHE - Nomine che in alcuni casi hanno portato a polemiche e spaccature, in altre addirittura ad inchieste. La prima, subito abortita, è stata quella di Daniele Frongia, scelto per  fare il capo di gabinetto, ma poi dirottato al ruolo di vice sindaco. Altro errore è quello del contratto accordato a Carla Raineri che dopo un mese e mezza si dimette (o viene cacciata, dipende da chi racconta la storia, ndr) per l'eccessiva invadenza del cerchio magico nelle decisioni. Ad oggi il ruolo è ancora scoperto. Scoperto rimane a lungo, più di un mese, il ruolo di assessore al  bilancio. L'addio di Marcello Minenna apre un vuoto che si pensava colmato da Raffaele De Dominicis che dura neanche 24 ore e viene messo alla porta per via di un'indagine. Al suo posto arriva un ex Pd, Andrea Mazzillo. Con Minenna se ne va anche il presidente di Ama Alessandro Solidoro che viene sostituito da Antonella Giglio, rimpiazzata a sua volta un mese e mezzo fa. Ma è la nomina di un dirigente quella più discussa, ovvero quel Renato Marra, fratello di Raffaele, spostato dai vigili urbani al dipartimento turismo, con annesso aumento di stipendio. 

INCHIESTE - La nomina, poi revocata, finisce sotto la lente della magistratura che recapita alla sindaca un avviso di garanzia: i reati contestati sono falso e abuso d'ufficio. Un'inchiesta che cambia il Movimento, costretto ad inventarsi un nuovo regolamento per non far decadere la sindaca che rischia adesso addirittura il rinvio a giudizio. Non la coinvolge direttamente, ma distrugge il suo raggio magico l'inchiesta che porta all'arresto di Raffaele Marra, "il virus che ha infettato il Movimento" per dirla con Roberta Lombardi. Un momento chiave del primo anno di Raggi, quello che spalanca le porte al commissariamento di fatto della prima cittadina. Arrivano i fiduciari della Casaleggio, i deputati Fraccaro e Bonafede, a controllarla. Frongia viene depotenziato e, per salvare la parvenza di una giunta ancora autonoma, viene promosso Luca Bergamo. Salvatore Romeo, ultimo pezzo del raggio magico, torna a fare il dirigente e quando va dal giudice ricorda di aver intestato alla sindaca 3 polizze vita. Nuova bufera e la fine, definitiva stavolta, del raggio magico. 

ATTI PRINCIPALI - A febbraio in tanti sostengono che "dopo quello che ha superato in questi mesi la Raggi ora non può che far bene". Sistemate le nomine, riconosciuti i debiti fuori bilancio e votato il bilancio stesso, il cambio di passo appare davvero dietro l'angolo, oltre che indispensabile, per la città e per il M5s. Il primo riguarda le buche e il varo dell'hashtag #stradenuove. Con quali fondi? Ad oggi, alla faccia della trasparenza, ancora non è dato saperlo. Le strade, a macchia di leopardo, vengono mostrate riparate. Il problema buche però è lontano dall'essere risolto, come testimoniano i limiti sempre più bassi su consolari e strade interne alla città. In pratica, non si riescono a riparare le buche? Su Colombo, Salaria, e Aurelia si va a 30 all'ora. I fondi messi a bilancio per le strade finiscono in un trasparente bando europeo che verrà assegnato tra qualche mese. Bandi europei anche per il verde, verticale e orizzontale. Potature e sfalci arriveranno in autunno. Nel frattempo si fa e si farà quel si può. In aula, ad oggi, tre gli atti più importanti: il bilancio, il nuovo regolamento sul commercio e la delibera che riconosce l'interesse pubblico allo #stadiofattobene. Per il resto tanti annunci, tanti faremo, tanti progetti, tanti sogni. Su tutti la funivia. 

TRASPORTI  - E qui si spalanca il mondo dei trasporti che a Roma vuol dire Atac. Il primo atto importante dell'amministrazione a Cinque Stelle è la riduzione delle corse. Il ragionamento è semplice: "abbiamo pochi autobus e non si riescono a garantire le corse? Riprogrammiamo il servizio senza prendere in giro i cittadini". "La situazione migliorerà con l'arrivo dei 150 bus (soldi trovati dall'amministrazione Marino e gara sbloccato dal commissario Tronca) e con l'ordine dei nuovi bus a metano", è la seconda parte del ragionamento. C'è un blitz in cui la Raggi promette che l'estate non porterà problemi con l'aria condizionata perché verrà fatta manutenzione. L'estate è arrivata e i guasti si ripropongono, come prima, più di prima. Nel frattempo i bus a fuoco nel solo 2017 sono più di 10, i guasti sono quotidiani e la bigliettazione fa registrare, secondo alcuni dati smentiti però da Atac, un segno meno. Situazione invariata anche per la Roma Tpl, società privata i cui lavoratori periodicamente non vengono pagati. Coccolati durante la campagna elettorale, si sono trasformati in un boomerang. Dalle promesse ai fatti infatti il passo si è rivelato lungo. E così anche qui il vento che doveva cambiare è rimasto fermo. Tante le nuove idee: nuovi tram, nuove preferenziali, funivie. Pochissimi (solo alcune preferenziali) quelli realizzati, tanti sono ancora su carta, altri un sogno. La ciclabilità, fiore all'occhiello dei cinque stelle, è ferma al palo o quasi. Il delegato Paolo Bellino si è dimesso, registrando il solo sblocco della ciclabile della Nomentana. Il resto del lavoro è un mistero. 

RIFIUTI - Se Atac piange, Ama non ride. Anzi. I cambi ai vertici non aiutano una gestione lineare dei rifiuti. L'avvicendamento Muraro Montanari ha portato ad un cambio di visione. Si è passati dal pragmatismo dell'ex consulente Ama al progetto visionario della donna di fiducia di Grillo. A luglio come a maggio le strade però si sono riempite di rifiuti. Scene identiche all'amministrazione Marino (va detto), con la differenza dell'assenza di un progetto per nuovi impianti. Abbattuta infatti l'idea degli ecodistretti, è al momento sconosciuta la collocazione e la portata degli impianti di compostaggio che la Montanari vuole realizzare. Si affida il tutto al sogno di portare la differenziata al 70%. Come non si sa. Rimangono i problemi all'Ama Salario con i  cittadini in protesta perenne. Resta l'allerta della Valle Galeria dove Acea vuole costruire un impianto per lo smaltimento di materiali plastici. Permane, in generale, l'incertezza sul conferimento dei rifiuti. Un piano precario che ad ogni imprevisto sembra trascinare la città verso l'emergenza. E alle fotografie dei sacchetti si affiancano quelle di gabbiani e topi, segnali di un decoro che non c'è e che senza bandi, al momento bloccati, riesce davvero difficile da immaginare. 

SONDAGGI - Si spiegano così i numeri impietosi dei sondaggi. A gennaio Ipr collocava la Raggi al penultimo posto tra i sindaci d'Italia (prima l'Appendino, sempre M5s). Index research, a maggio, ha chiesto ai romani se la situazione è migliorata o peggiorata. Trasporti e rifiuti sono peggiorati per oltre il 50% degli intervistati. Il miglioramento è intravisto da una percentuale bassissima di romani. E sabato, Repubblica ha pubblicato un sondaggio IZI, secondo il quale sette romani su dieci bocciano l'operato della sindaca. Insomma in un anno il vento è cambiato e a quanto pare soffia contro il M5s.
Fonte: Ostiatoday.it

martedì 13 giugno 2017

Roma, i limiti impossibili di Aurelia, Colombo e Salaria: "Multa sicura, servono solo a far cassa"

A causa della scarsa manutenzione del manto stradale e delle radici dei pini che affiorano, su tre strade a grande scorrimento di Roma, le vie Aurelia, Cristoforo Colombo e Salaria, l'amministrazione comunale ha disposto nuovi limiti di velocità che in diversi punti non permettono di superare i 30 km/h. "Provvedimento provvisorio? Sì, ma all'italiana. È impossibile andare così piano. Ci proviamo ma ci siamo anche arresi alla possibilità di prendere una multa - racconta Damiano Ventura, presidente del comitato "La voce della Colombo" - Questi limiti sembrano un modo per scaricare la responsabilità di eventuali incidenti sugli automobilisti e per far cassa con gli autovelox. La soluzione sarebbe riparare la strada e ripristinare limiti normali". La decisione da parte del comune di Roma ricade trasversalmente su tre assessorati, Ambiente, Urbanistica e Trasporti. Abbiamo chiesto più volte delucidazioni all'amministrazione su un tema chIe ha sollevato tante polemiche nell'ultimo mese senza però avere avuto ancora la possibilità di un incontro. Rimanendo comunque in attesa di conoscere la posizione ufficiale del Comune di Roma vi mostriamo, nel frattempo, le problematiche che gli automobilisti riscontrano quotidianamente.
Vedi Il video de La Repubblica
Fonte: http://video.repubblica.it

lunedì 12 giugno 2017

Roma, stop a bivacchi e docce nelle fontane storiche: multe di 240 euro

Un'ordinanza per tutelare le fontane storiche da atti di vandalismo, ma anche pediluvi, arrampicate e docce improvvisate. «Impedire che si verifichino episodi contrari alle regole di decoro urbano e garantire adeguata tutela del patrimonio storico, artistico e archeologico di Roma Capitale», con questo duplice obiettivo la sindaca di Roma Virginia Raggi ha firmato un'ordinanza che stabilisce una serie di divieti applicati a circa quaranta fontane di particolare interesse storico, artistico e archeologico, inclusi i loro basamenti e le relative aree di pertinenza. Per i trasgressori è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 40 a 240 euro. In particolare il provvedimento, che sarà valido fino al 31 ottobre 2017, prevede il divieto di bivaccare, consumare alimenti o bevande sedersi, arrampicarsi e/o porre in essere qualsiasi altra condotta non compatibile con la naturale destinazione del bene pubblico; versare liquidi e/o gettare qualsiasi oggetto, ad eccezione del tradizionale lancio di monetine; lavare animali, indumenti e simili; fare bere animali.

Tra le fontane di Roma interessate dall'ordinanza: la Fontana di Trevi, le Fontane dei Leoni, del Nettuno e della Dea Roma a piazza del Popolo, la Fontana della Barcaccia a piazza di Spagna, le Fontane dei Quattro Fiumi, del Moro e del Nettuno a piazza Navona, la Fontana dei Catecumeni in piazza della Madonna dei Monti, la Fontana dell'Acqua Paola a piazza Trilussa, la Fontana di piazza Santa Maria in Trastevere, la Fontana del Tritone a piazza Barberini, la Fontana della Navicella, le Fontane dei due Mari a piazza Venezia, la Fontana in piazza dell'Aracoeli, la Fontana delle Naiadi a piazza della Repubblica, la Fontana di piazza di Campo dè Fiori, Fontana della Dea Roma in piazza del Campidoglio e la Fontana Mostra dell'Acqua Paola in via Garibaldi».
Fonte: IlMessaggero.it

Atletica, Donato: “A 40 anni sogno in grande. Taylor e Clay non sono lontani”

L’obiettivo, sfruttando la forzata assenza della Russia vincitrice di quattro delle prime sei edizioni della rassegna, eredità della Copp...