martedì 13 ottobre 2009

Piscine chiuse, nuova sanatoria "Ma soltanto per otto circoli"

Mondiali di nuoto
Otto piscine, delle quindici abusive sequestrate giovedì scorso dalla procura di Roma, potrebbero riaprire al pubblico, ai corsi nuoto per ragazzini. La prossima settimana, ragionevolmente. Sono le otto terminate e che non si trovano su aree vincolate o a rischio. Di queste, le sei totalmente private dovranno pagare oneri concessori più sanzioni, visto che sono prive di licenza edilizia e devono sanare. Le due che sono cresciute su terreno pubblico, invece, non devono versare oneri: l´impianto resta di proprietà del Comune.

Riassumendo, potrebbero riaprire «con una sanatoria bis ed entro 48 ore», prova a dire un sempre più affannato Alessandro Cochi, delegato del sindaco allo Sport: l´Aquaniene di Giovanni Malagò alla Moschea e lo Sport 2000 sulla Cristoforo Colombo (entrambe su terreno pubblico), poi il Cristo Re nel quartiere Trieste, il Tiro a Volo ai Parioli, la Villa Flaminia al Flaminio, il Babel all´Infernetto, l´Eschilo 1 all´Axa, il Real Sporting Village sull´Aurelia. «Il Comune dovrà dirci se i lavori fatti da questi otto circoli sono sanabili», ha illustrato il pm Sergio Colaiocco all´assessore Marco Corsini e al capo del gabinetto del sindaco, Sergio Gallo, ieri mattina in procura. Spiegando che il profilo penale dell´inchiesta resta ampiamente aperto.

Il sindaco ora ringrazia la magistratura per «l´apertura mostrata» sulla vicenda. Nella "pool´s list", però, ci sono i quattro impianti più scabrosi: il Salaria Sport Village che a Settebagni ha cementificato un mausoleo sportivo in area di sversamento del Tevere (domani udienza al Tar), il Circolo Tevere Remo che all´Acquacetosa ha costruito in riva al fiume, il Gav New City che ha edificato all´interno del Parco di Trigoria e il Flaminio sporting club, circolo di via Vitorchiano che, vicino alla famiglia del presidente federale Paolo Barelli, ha mosso le ruspe in un´area tutelata e nonostante il "no" della giunta Veltroni. Oggi, queste quattro realtà non possono essere sanate. La demolizione? «La magistratura può ordinarla solo alla fine del processo», spiegano in procura.

Appare ancora più delicata la situazione per tre strutture che non hanno la concessione edilizia (avendo in mano, come tutte e diciotto, solo le autorizzazioni del commissario Rinaldi) e non sono ancora completate: Città Futura sulla Colombo (terreno comunale, a rischio fallimento), Roma 70 sulla Tiburtina (inserita nel "lotto mondiali" con il cambio di giunta) e Roma Sport Team al Torrino (terreno comunale, debiti pesanti).

(Repubblica.it, 13 ottobre 2009)

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