venerdì 31 dicembre 2010

venerdì 24 dicembre 2010

BUON NATALE!

"Caro sindaco Alemanno sono stufa di ballare sulle buche"

"Caro sindaco Alemanno  sono stufa di ballare sulle buche"
"Gentile signor sindaco, ogni mattina vado a scuola e non è giusto che devo sempre "ballare" sul sedile a causa delle troppe buche. Di certo lei dirà 'Ma io le riparo'. Certo, ma evidentemente non lo fa bene perché, se piove, il giorno dopo si sono già riformate. Le consiglio di fare un buon lavoro". Firmato una piccola cittadina "arrabbiata". Camilla ha 9 anni, frequenta la quarta elementare di una scuola all'Infernetto, quartiere a sud della Capitale, tra l'Eur e Ostia. "Scrivi a chi vuoi tu", ha detto la maestra. E così un compito a casa si è trasformato in un appello al sindaco Gianni Alemanno per segnalare gli enormi crateri che riempiono le strade che percorre ogni mattina per raggiungere la sua scuola.
Facendo un giro all'Infernetto è impossibile dare torto a Camilla.
Ogni via è un colabrodo. Le auto sono costrette a dribblare gli ostacoli: profonde buche piene d'acqua che spesso diventano trappole pericolose. Percorriamo via Ernesto Boezi, che taglia l'Infernetto e conduce alla scuola di Camilla, il "Trecentoventiduesimo circolo didattico via Cilea".
"Sembra di stare a Kabul o Bagdad. E invece siamo sempre a Roma, ma forse l'amministrazione comunale se l'è dimenticato", spiega Elena Ridolfi, mamma di Camilla, al volante della sua auto, costretta a fare la gincana tra allagamenti, brecciolino e buche, dopo aver rotto, lo scorso anno, l'asse posteriore. Un cratere è transennato da 20 giorni, di fronte al supermercato ci sono fossi sull'asfalto a ripetizione che proseguono fino all'asilo comunale Le Querce e alla rotonda con via Cilea. Stessa situazione in via Gaetano Coronaro, la strada che conduce a una delle tre chiese del quartiere, con dieci buche consecutive all'incrocio con via Franco Vittadini; in via Lotti, in via Salvatore Auteri Manzocchi con 7 crateri dopo il civico 76.
"Dal 2001 ci siamo trasferiti all'Infernetto, ma la situazione è sempre rimasta la stessa. Questo quartiere raccoglie 40mila abitanti. E mancano i servizi: dalla caserma dei carabinieri alle scuole, dalle piazze all'illuminazione, però continuano a costruire ville", racconta Elena. Che ha deciso di rigirare la lettera della figlia al sindaco Alemanno "ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Anche se è scritta da una bambina raccoglie il malcontento di tutti i residenti. Ci sentiamo ignorati", continua Elena. 
Spesso i residenti si sono uniti per portare avanti le loro battaglie. Sono state raccolte 5mila firme per sollecitare la costruzione di un liceo all'Infernetto che non esiste. "Il più vicino è a Ostia o Roma perché quello a Casal Palocco è già saturo. Ma non si muove niente e noi continuiamo a vivere nel degrado", conclude.
Guarda qui le foto pubblicate su Repubblica.it 
Fonte: Redazione Repubblica.it

giovedì 23 dicembre 2010

Sacchetti di plastica, addio dopo tre anni di rinvii

Con la riunione del Consiglio dei ministri anche l'ultimo ostacolo è stato superato.
«Dal primo gennaio entra in vigore il divieto di commercializzare le buste di plastica non biodegradabili». Poco prima di lasciare il Pdl per approdare al gruppo misto, il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, ha dato il via a una rivoluzione dei consumi che fa felici gli ecologisti che da tempo chiedevano all'Italia di dichiarare fuorilegge l'inquinante polietilene.
Buste di plastica
Buste di plastica
RICICLARE LE SCORTE - E così, dopo tre anni di rinvii, dal primo gennaio 2011 l'Italia dice addio alle vecchie buste di plastica. Il decreto Milleproroghe approvato esclude ogni ulteriore proroga, mentre in una bozza precedente si proponeva di arrivare a una graduale sostituizione dei sacchetti entro il 2012. «Io mi sono opposta all'ennesimo rinvio previsto nella bozza: sarebbe stato insopportabile - ha spiegato il ministro - Mi sono molto battuta e tutto il governo si è dichiarato favorevole. E' una scelta scelta moderna, in linea con la sensibilità dei cittadini che saranno ben contenti di contribuire col proprio comportamento a una maggiore attenzione all'ambiente. Per le scorte faremo accordi coi produttori e i consorzi che riciclano la plastica, non credo che ci saranno problemi».
DECISIONE CONTESTATA - I produttori di plastica annunciano battaglia. Il provvedimento potrebbe essere impugnato a Bruxelles sulla base di un precedente: una norma analoga, sostengono i produttori aderenti a Unionplast-Confindustria, era già stata ritirata in passato dal governo francese. Ma gli ambientalisti per ora festeggiano: «Vigileremo affinchè questa importante misura da noi fortemente voluta non sia nuovamente messa in pericolo dalle pressioni delle lobby dei produttori di plastica» aggiunge Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd. «Al ministro Prestigiacomo va il nostro plauso per aver scongiurato, una ulteriore proroga allo stop alle buste di plastica previsto dalla legge Finanziaria del 2007 - ha detto il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - Tra ordinanze di comuni virtuosi, come Torino, e iniziative volontarie della grande distribuzione nel nostro Paese la rivoluzione è già in corso».
ROMA BIO - La decisione del governo, infatti, è stata anticipata da una serie di comuni come Torino e Caiazzo che hanno da tempo bandito i sacchetti di plastica con apposite ordinanze. «Anche la Capitale si era già attivata e siamo contenti che l’appello del sindaco Alemanno dello scorso 26 settembre, in cui annunciava nel 2011 un’ordinanza contro i sacchetti di plastica, sia stato accolto in pieno dal governo» spiega l’assessore all’Ambiente Fabio De Lillo. A Roma vengono consumate ogni anno un miliardo e 600 milioni di buste di plastica che hanno un utilizzo medio di 20 minuti, mentre il pianeta ci mette in media 200 anni per "digerirle". «Mettere al bando il polietilene è un buon inizio - spiega Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio - Ovviamente per azzerare l'impatto e il costo ambientale l'unica soluzione è quella della sporta riutilizzabile, e soltanto dopo i sacchetti biodegradabili. A questo punto, è necessario stabilire con chiarezza un periodo di transizione per smaltire le scorte al termine del quale sono necessari controlli e multe per chi trasgredisce". "Siamo già al lavoro per dare attuazione alla legge - ribatte De Lillo - e per estendere la concertazione a tutte le parti interessate all’entrata in vigore di questa norma».
BIO SHOPPER DI TOPOLINO - La notizia della messa al bando delle shopper di plastica arriva anche in via del Corso affollata per lo shopping natalizio. I clienti escono ed entrano di negozio in negozio: il portafogli si fa più leggero e le braccia si appesantiscono. Le buste che ciondolano a ogni passo sono per lo più griffate e di ecologica carta. Solo pochi commercianti della strada usano ancora i sacchetti in polietilene che dal primo gennaio non potranno più essere prodotti e commercializzati. «Ci adegueremo anche noi - spiega una commessa del Disney Store - . Stiamo esaurendo le forniture e probabilmente già prima della fine dell'anno arriveranno le nuove buste ecologiche che non abbiamo ancora visto. Potrebbero però essere simili a quelle attualmente in vendita». Più che sacchetti, si tratta di vere e proprie borse in juta colorata decorata con i tanti personaggi della Disney: «Ne abbiamo di due tipi, piccole e grandi. Sono capienti e resistenti e possono essere riutilizzate» dice la commessa indicando una mamma che ne ha una in spalla.
«CI METTEREMO IN REGOLA» - Tra i negozianti che usano ancora il polietilene non manca la confusione. «Non è vero che la plastica è fuorilegge dal primo gennaio. Mi hanno detto che hanno già fatto ricorso perchè la nuova legge è in contrasto con quanto dice l'Europa» afferma un commesso che anticipa la protesta dei produttori di plastica. «Abbiamo già ordinato le nuove buste - conferma la cassiera di un negozio di oggettistica - Appena finiamo le scorte ci adegueremo. Dobbiamo farlo anche perchè questa è la principale via dello shopping a Roma. Magari qualcuno in periferia potrà anche essere meno solerte...».

martedì 21 dicembre 2010

Domani cortei anti-Gelmini nella capitale: verso la chiusura di uffici e scuole in centro

ROMA - Un’altra giornata di tensione e paura. C’è preoccupazione per quello che potrà accadere mercoledì 22, con la manifestazione, per ora non autorizzata, degli studenti. 
In questura, dove è in corso una mediazione con i movimenti, fino a lunedì sera non era stata presentata alcuna richiesta con percorsi prestabiliti, come auspicato anche dal sindaco Gianni Alemanno.
Sempre lunedì, al termine di una lunga assemblea alla «Sapienza», gli universitari hanno annunciato che non violeranno la «zona rossa», ma daranno vita a un corteo dal percorso «a sorpresa» e ad altre iniziative in diversi quartieri. Intanto però, proprio per il timore di incidenti, in centro chiuderanno scuole, negozi e uffici.
«Siamo pronti a difendere la città - ha spiegato ancora il sindaco - ma faccio anche appello al senso di responsabilità degli studenti».
Studenti con gli scudi di gomma a forma di copertine di libri (Eidon)
La mano resterà tesa ancora per un giorno. Un ultimo segno di distensione da parte della Questura prima di domani, quando migliaia di studenti, e probabilmente anche di appartenenti a centri sociali, movimenti dei precari e altre categorie, scenderanno di nuovo in strada per protestare contro il ddl Gelmini. Fino a lunedì sera negli uffici di via di San Vitale tuttavia non era stato comunicato alcun preavviso per la manifestazione. E se la situazione dovesse restare così, anche questo corteo, come quello del 14 dicembre scorso funestato da gravi disordini in centro, sarà «non autorizzato».
Gli investigatori, coordinati dal questore Francesco Tagliente si apprestano a intervenire, con denunce nei confronti dei promotori delle varie «anime» della dimostrazione, che potrebbe mirare sempre ai palazzi del potere nella «zona rossa», presidiata da centinaia di uomini delle forze dell’ordine e decine di blindati, ma che con maggiori possibilità potrebbe allargarsi a quartieri ed «obiettivi» diversi.
Per questo motivo è già stata rafforzata la vigilanza attorno a ministeri e sedi istituzionali. Come il Quirinale, visto che i movimenti hanno annunciato l’intenzione di manifestare il loro dissenso al Capo dello Stato. Ma c’è la possibilità che uffici, scuole e attività commerciali del I° Municipio possano restare chiusi domani, sia di mattina che di pomeriggio: la gente è preoccupata che possano ripetersi le stesse scene di una settimana fa.
Carabinieri a Roma in assetto anti sommossa (Eidon)
Lunedì, al termine di una lunga assemblea a porte chiuse alla «Sapienza»
, gli universitari hanno assicurato che non violeranno la «zona rossa», ma sfileranno in strada, «con un percorso a sorpresa» dalle 9.30 in poi, al grido «Voi chiusi nei palazzi, noi liberi per la città», mentre l’iniziativa sarà accompagnata, e forse preceduta già oggi, da blitz, volantinaggi e azioni di «flash-mob».
Ma se da una parte l’opera di mediazione della polizia con i rappresentanti degli studenti continua senza sosta, dall’altra ci si prepara comunque alla peggiore delle ipotesi: quella che gruppi di provocatori possano rovinare anche l’ultimo atto della protesta contro il decreto Gelmini prima di Natale.
Oltre a difendere Camera e Senato, gli agenti saranno pronti a intervenire in qualsiasi parte della città con nuclei mobili, piccoli gruppi flessibili in grado di raggiungere in breve tempo settori del corteo particolarmente «calde». Per questo, oltre al Reparto mobile, saranno impegnati anche gli investigatori di alcuni commissariati, che ben conoscono il territorio dove lavorano tutti i giorni. Con un’attenzione particolare anche agli ambienti antagonisti, che vengono costantemente monitorati.
«Il centro storico "nun se tocca" - ha ripetuto anche ieri il sindaco Gianni Alemanno - quello che è successo una settimana fa non accadrà più. Spero che gli studenti presentino una richiesta di autorizzazione con percorsi predefiniti». «Se ciò non dovesse accadere - ha concluso - siamo pronti a rispondere alle provocazioni, ma speriamo prevalga il senso di responsabilità».

venerdì 17 dicembre 2010

Sabato 18, manifestazione a sostegno della richiesta fondi per le complanari sulla Colombo

Nell'imminenza della seduta in cui il consiglio comunale dovrà decidere sull'attribuzione dei fondi straordinari per Roma Capitale, Il comitato SOSOTRAFFICOLOMBO, ritiene necessario organizzare una manifestazione affinché inseriscano, tra le opere finanziate, anche una somma adeguata per il completamento delle complanari della Colombo nei tratti mancanti.

“Ci siamo visti scavalcare, in priorità, dal finanziamento della copertura per Calatrava, da quello del parco di Centocelle, abbiamo sentito parlare di richieste di finanziamento per un fantomatico museo del giocattolo (1.9 milioni di euro). Adesso basta!!!

Dobbiamo farci sentire altrimenti le nostre richieste verranno messe da parte anche questa volta.

Gli abitanti del nostro territorio pretendono dal Comune la restituzione di almeno parte dei 500 milioni di euro pagati con gli oneri concessori da chi ha costruito negli ultimi 12 anni, in particolare all'Infernetto, senza ottenere il minimo ritorno sul territorio in termini di infrastrutture (strade e fogne).

Numerose edificazioni sono in corso di realizzazione ed altre lo saranno a breve su entrambi i lati della Colombo. Nella stragrande maggioranza, da parte loro, non è previsto il benché minimo contributo al miglioramento della grande viabilità, ma solo all'aumento del traffico.

La paralisi è imminente, è ora che ciascuno faccia la sua parte dimostrando attivamente e non solo a parole che non ne può più di questa situazione."

Alla manifestazione, che si terrà 
Sabato 18 dicembre 11.00 - 14.00 presso l'incrocio della Colombo con Via Pindaro / W. Ferrari (lato distributore Infernetto), sono invitati tutti i cittadini ed i comitati/associazioni della zona.

ANFFAS OSTIA ONLUS, inizia la preselezione di personale qualificato

Anffas Ostia Onlus comunica di aver riaperto i termini per le preselezione di personale qualificato da affiancare allo staff attualmente in organico nei campi: socio-assistenziale, domiciliare e scolastico.
Per candidarsi e avere maggiori informazioni è possibile collegarsi al sito ufficiale dell’associazione (www.anffasostia.com) e cliccare sulla sezione: CONTATTI. 

La finestra di preselezione si concluderà il 10 gennaio 2011. 

“In un periodo in cui tutte le aziende tagliano, Anffas Ostia Onlus rilancia il proprio operato continuando a fare ciò che la contraddistingue dagli anni Ottanta a oggi: offrire servizi con standard elevatissimi – dichiara il Direttore Generale di Anffas Ostia Onlus, Stefano Galloni -.
Questo non lo diciamo noi, ma lo testimoniano le decine e decine di richieste di presa in carico che ogni giorno riceviamo. Nell’ultimo periodo c’è stato un boom e un aumento consistente soprattutto per quel che riguarda la parte socio-assistenziale, domiciliare e scolastica, così da dover correre ai ripari. 
Le preselezioni saranno rigide, per i nostri utenti cerchiamo il meglio. 
Ma i ragazzi che alla fine la spunteranno e riusciranno a superare i colloqui, troveranno uno staff amalgamato, un ambiente di lavoro confortevole e stimolante, ma soprattutto un’azienda sana, puntuale e rigorosa. Invito gli interessati a informarsi e inviare il proprio curriculum. 
Anffas Ostia non è solo un posto di lavoro, ma un’esperienza da vivere con il cuore”.

Fa jogging in pineta e trova una bomba della seconda guerra mondiale


Un ordigno bellico (vedi foto), presumibilmente della seconda guerra mondiale, è stato trovato ieri nel pomeriggio a Ostia da un uomo che faceva jogging nella pineta di Castel Fusano.

L’uomo ha dato l’allarme a una pattuglia della polizia municipale del Gruppo XIII° che si trovava in zona. 

Dalle prime informazioni sembra si tratti di una bomba a mano americana della seconda guerra mondiale. Sul posto polizia municipale e carabinieri. 

martedì 14 dicembre 2010

Roma: scontri e disordini vicino al Senato

Il nostro quartiere fa parte della città di Roma.
Difficile rimanere impassibili, quindi, di fronte alle notizie di oggi che la riguardano.

Preferiamo in questo momento, assai delicato per il nostro Paese, lasciar parlare le immagini .







lunedì 13 dicembre 2010

Infernetto, a lezione di musica con Stefano D'Orazio

A lezioni di musica da Stefano D’Orazio. E’ la fortuna capitata ieri a un centinaio di spettatori del seminario promosso dall’associazione “La fabbrica della musica” nell’aula magna della scuola media “Mozart” dell’Infernetto. Sul palco, dopo l’introduzione del coordinatore del progetto, Stefano Michelazzi, ha preso posto anche il mitico batterista dei “Pooh”, oggi affermato produttore di musical.

Il tema dell’appuntamento, uno dei tanti in programma presso la scuola dell’Infernetto, era il rock e il progressive degli anni Settanta, ma D’Orazio ha orientato l’uditorio sull’importanza che le amministrazioni pubbliche dedichino attenzione allo sviluppo della musica. «Sono qui per cercare di trasmettere la mia esperienza e consegnare la mia fortuna a quanti credono nella musica - sottolinea l’ex batterista dei “Pooh” - Sarei lieto se la passione si potesse tramutare anche in occasione di lavoro e per questo mi rivolgo con gioia ai ragazzi. Il problema è che purtroppo oggi è più difficile di una volta, quando da ogni cantina usciva musica: di strumenti, di club, di sale da ballo. Le istituzioni sono sorde e insensibili ai nostri appelli. E, si badi bene, non chiediamo stanziamenti o finanziamenti per il settore: basterebbe intervenire con norme e regolamenti che sostengano i nostri prodotti. Il suggerimento è quello di imporre di trasmettere una quota di musica italiana alla radio e alla televisione».

Dopo la quarantennale militanza tra i Pooh, Stefano D’Orazio ha trovato una nuova dimensione artistica nella produzione di musical. «E’ un’esperienza rigenerante», è la sua descrizione. Dopo aver portato “Pinocchio” sui palcoscenici statunitensi e aver presentato “Mamma mia” degli Abba in Italia, si prepara a raccogliere il tutto esaurito sino ad aprile 2011 per la nuova produzione “Aladin”, musicato proprio dai Pooh.

Clochard muore assiderato nella pineta di Castel Fusano

Il cadavere di un uomo di nazionalità romena, senza fissa dimora, di 41 anni, è stato rinvenuto in mattinata a Roma, nella pineta di Castel Fusano. Secondo quanto si apprende, la segnalazione ai carabinieri è arrivata da un connazionale, che ha individuato il corpo nella zona del parco contigua a via Mar Rosso. L'uomo è morto probabilmente per assideramento. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Ostia.

Sul caso è intervenuta con una nota l'assessore alle Politiche sociali di Roma Capitale, Sveva Belviso.
"Quando accaduto la notte scorsa nella pineta di Castel Fusano è purtroppo un dramma del disagio e della solitudine che ci rattrista profondamente. L'amministrazione mette ogni anno a disposizione oltre 1400 posti letto per l'accoglienza a senza fissa dimora, 650 dei quali in particolare nei mesi più freddi dell'anno. Ci sono tuttavia situazioni di difficile ricognizione, fragilità nascoste dove l'occhio vigile dell'amministrazione non può arrivare. Per questo rivolgo un appello ai cittadini affinché ci aiutino ad intercettare quei casi più difficili segnalandoli al numero verde della Sala operativa sociale comunale 800.44.00.22 attivo tutti i giorni h24"".

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