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mercoledì 8 aprile 2015

Racconti randagi di Emiliano Baroni

Mi permetto di segnalare, a tutti ai follower del blog, la seguente pubblicazione di racconti di un nostro concittadino di Roma.
Racconti randagi di Emiliano Baroni, pubblicato a Marzo 2015, è una breve raccolta di quindici elaborati il cui unico filo conduttore è quello di un linguaggio snello e immediato che servendosi dell’ironia racconta storie sia vere sia frutto della fantasia con la capacità di strappare qualche sorriso, seppur amaro, anche quando descrive il dolore. Tra i racconti: La fidanzata di papà parla di un bambino che alla fine degli anni '50 si ritrova a spiare l’adultero padre in un’ambientazione dai toni noir e finisce per fare una scoperta davvero sensazionale. La stanza descrive l’esperienza tragicomica di un uomo all'interno della cella d’isolamento di un vecchio manicomio. Il ferro da stiro racconta la visita di un assicuratore all'interno di uno sfasciacarrozze e l’incontro grottesco con il bizzarro custode. Il cane e la cassetta degli attrezzi è uno sguardo ironico rivolto al mondo dei neolaureati in cerca d’impiego attraverso il racconto di alcuni brevi colloqui tanto incredibili da sembrare inventati. Un “vecchio”… ricordo è l’avventura erotica che l’anziano protagonista vive ripescandola da un lontanissimo passato. La carezza e L’assurdo dolore sono due “cartoline dal cancro”. Il tentativo di rappresentare una personale emozione attraverso due racconti simili ad istantanee di un episodio realmente accaduto. Sognando la finale è il più lungo dei racconti presenti in questa raccolta e ci accompagna nel dramma di un uomo che cerca ristoro nella vendetta. Una storia thriller dai contorni quasi psicotici che finisce come davvero non ci si può aspettare.

Emiliano Baroni (classe 1976) è nato e vive a Roma con la moglie Arianna ed i figli Mattia e Viola, due splendidi gemelli. Laureato in Scienze Politiche, lavora per una Compagnia d’assicurazioni. Innamorato dell’arte, fa del disegno e della scrittura le sue più grandi passioni. La fidanzata di papà e La stanza sono due suoi racconti pubblicati nel 2014 in altrettante antologie. Racconti randagi è il suo libro d’esordio.

L'autore ha scelto di devolvere a favore di Antea Associazione Onlus (che si occupa di assistenza domiciliare gratuita ai malati terminali) il 100% dei suoi proventi dalle vendite del libro (le royalties dell'autore).
Motivo in più per acquistare il libro e passare la voce tra i vostri conoscenti.
Scheda del Libro:
  • Autore:          Emiliano Baroni
  • Titolo:            Racconti randagi
  • Editore:          Giuseppe Meligrana Editore
  • Formato libro:  13x20 cm
  • ISBN:             9788868151249
  • Prezzo:           € 13,00
  • Edizione/Anno:1 / 2015
Librerie che hanno ancora disponibili oppure in consegna le copie del libro:

ARION TESTACCIO   06.5746153
ARION EUROMA 2     06.45551091
LIBRERIA NuovaEUROPA (Centro commerciale i GRANAI)       06.51955770 
LIBRERIA LETTERA 348 (Via Cesare Pavese, 348 - zona EUR)  06.5013604
FELTRINELLI V.le Marconi

ebook
  • Formato:         epub - mobi - pdf - (+)
  • ISBN:             9788868151232
  • Prezzo:           $ 6,99 / € 5,99
  • Edizione / Anno: 1 / 2015
  • NO DRM

In ogni caso il libro è ordinabile in qualsiasi altra libreria oppure direttamente dal sito della casa editrice o su IBS (dove esce già scontato di 2€ a copertura dei 2€ per le spese di spedizione!).


venerdì 9 maggio 2014

Centrarsi attraverso il corpo

Il tuo corpo ha una propria saggezza – nelle sue cellule contiene una saggezza millenaria.

Il tuo corpo ha fame e tu digiuni, perché la tua religione dice che in quel giorno devi digiunare – ma il tuo corpo è affamato. Non hai fiducia nel tuo organismo, hai fiducia nelle sacre scritture ormai morte. Poiché in un certo libro qualcuno ha scritto che tu in quel giorno devi digiunare, allora digiuni.

Ascolta il corpo! Certo, ci sono giorni in cui il corpo dice: “Oggi digiuna” - allora digiuna! Ma non hai bisogno di ascoltare le sacre scritture. Colui che le ha scritte, non le ha scritte pensando a te, affatto. Non poteva neppure concepire la tua esistenza. Tu non eri presente nella sua mente, non le ha scritte per te. È come se tu, ammalato, andassi nello studio di un medico defunto e guardassi fra le sue ricette e, trovatane una, cominciassi a seguire quella cura. Quella cura era stata concepita per qualcun altro, per qualche altro disturbo, in qualche altra situazione.

Ricordati di avere fiducia nel tuo organismo. Quando senti che il corpo ti dice di non mangiare, smetti immediatamente! Quando senti che il corpo ti dice di mangiare, non preoccuparti se le sacre scritture dicono di digiunare oppure no. Se il tuo corpo vuole mangiare tre volte al giorno, benissimo. Se il tuo corpo vuole mangiare una volta al giorno, benissimo.

Comincia a imparare ad ascoltare il corpo, perché è il tuo corpo.
Tu sei dentro al tuo corpo, devi rispettarlo. E devi avere fiducia in lui.

È il tuo tempio: imporre delle cose al corpo è un sacrilegio. Non dovresti imporgli mai nulla, per nessun motivo! Tutto ciò non soltanto t'insegnerà ad avere fiducia nel corpo, ma ti insegnerà, a poco a poco, anche la fiducia nell'esistenza – poiché il tuo corpo è parte dell’esistenza. In questo modo la tua fiducia crescerà e avrai fiducia negli alberi e nelle stelle e nella luna e nel sole e negli oceani: avrai fiducia nella gente.

Ma l’inizio della fiducia deve partire dal tuo organismo.
Abbi fiducia nel tuo cuore.

Un sannyasin è una persona che ha fiducia nel proprio organismo e questa fiducia lo aiuta a rilassarsi nel proprio essere e nella totalità dell’esistenza. La fiducia porta con sé un’accettazione generale di se stesso e degli altri.

La fiducia dà una sorta di radicamento, di centratura. Allora sorgono in te una forza e una potenza incredibili, poiché sei centrato nel tuo stesso corpo e nel tuo stesso essere. Hai affondato le tue radici nel terreno.
Altrimenti puoi vedere la gente sradicata, come alberi strappati dal terreno: stanno morendo a poco a poco, non stanno vivendo. Ecco perché non c’è molta gioia nella vita. Non vedi intorno a te la qualità della risata, manca del tutto la celebrazione.

Nel tuo stesso corpo, nel tuo stesso essere, in questo stesso momento Dio è presente – e tu non l’hai mai celebrato. Pertanto non puoi celebrare nulla.

La celebrazione deve accadere prima dentro di te, nella tua casa, nell'ambiente che ti circonda.
Allora diventa una grande ondata, una marea che si allarga a tutta l’esistenza.
Osho

mercoledì 7 maggio 2014

Dipendenza spirituale

"Il mio approccio alla vostra crescita è di base quello di rendervi indipendenti da me. La dipendenza, di qualsiasi tipo, è schiavitù, e la dipendenza spirituale è la peggiore schiavitù che esista. Ho fatto ogni sforzo per rendervi consapevoli della vostra individualità, della vostra libertà, della vostra capacità di crescere senza l’aiuto di nessuno. La crescita è intrinseca all’essere. Non arriva dall’esterno; non è un’imposizione, ma un’apertura, uno schiudersi.

Tutte le tecniche di meditazione che ti ho dato non dipendono da me – la mia presenza o assenza non farà alcuna differenza – dipendono da te. Non è la mia presenza, ma la tua che è necessaria perché possano funzionare. Non è il mio essere qui, ma il tuo essere qui, il tuo essere nel presente, il tuo essere sveglio e consapevole che potrà servire.

Il passato dell’umanità, è tutto, in modi diversi, una storia di sfruttamento. Persino le cosiddette persone spirituali non hanno potuto resistere alla tentazione di sfruttare. Su cento maestri, novantanove cercavano di imporre l’idea che: “Senza di me non puoi crescere, non è possibile alcun progresso. Dai a me tutte le tue responsabilità”. Ma nel momento in cui dai le tue responsabilità a qualcuno, senza saperlo gli stai dando anche tutta la tua libertà.

E naturalmente tutti questi maestri un giorno devono morire, lasciandosi dietro una lunga fila di schiavi: cristiani, ebrei, indù, mussulmani. Chi sono queste persone? Perché qualcuno dovrebbe voler essere un cristiano? Se vuoi essere qualcuno, sii un Cristo, non un cristiano. Sei completamente cieco nell’umiliazione di chiamarti cristiano, seguace di qualcuno che è morto duemila anni fa?

L’intera umanità segue dei morti. Non è strano che i vivi seguano i morti, che i vivi siano dominati dai morti, che i vivi dipendano dai morti e dalle loro promesse del tipo: ‘Verremo a salvarvi’?

Ma nessuno è mai venuto a salvarti. In realtà, nessuno può salvare qualcun altro perché questo va contro le verità basilari della libertà e dell’individualità.
Per quanto mi riguarda, faccio ogni sforzo per liberarti da chiunque – me incluso – e lasciarti da solo sul cammino della ricerca.
Osho - Beyond Enlightenment, # 11

lunedì 17 giugno 2013

Ostia Antica, conto alla rovescia per la XIV edizione del Premio Roma

Ostia Antica, conto alla rovescia per la XIV edizione del Premio Roma

Quindici nomi della letteratura italiana e straniera selezionati saranno protagonisti per la serata finale della XIV edizione del Premio Roma che si svolgerà il prossimo 12 luglio nel Teatro Romano di Ostia Antica presso il Teatro romano di viale dei Romagnoli, 775.
Anche per questa edizione la scelta delle opere è stata piuttosto difficile tra le circa 80 giunte alla giuria del concorso. Nei giorni scorsi il Campidoglio ha premiato Renzo Arbore e l’astrofisico Lawrence Krauss

Per ogni sezione ecco i nomi dei finalisti con il titolo dell’opera e l’editore. 

Per la narrativa straniera: Sergio Alvares - 35 morti - La Nuova Frontiera; Hèlène Lenoir - Corpo estraneo – Gremese; Pierre - Henri Loys – Piccoli scherzi della morte – Elliot; Tim Parks – Il sesso è vietato – Bompiani; Carlos Ruiz Zafon – Il prigioniero del cielo – Mondadori. Menzione di merito a: Grègoire Delacourt – Le cose che non ho – Salani. 

Per la narrativa italiana: Pupi Avati - La grande invenzione – Rizzoli; Helga Scheneider – I miei vent’anni – Salani; “Oltre il rogo di Berlino”; Marcello Sorgi – Le sconfitte non contano – Rizzoli; Simona Sparaco – Nessuno sa di noi – Giunti; Valerio Varesi – Il rivoluzionario – Frassinelli. 

Menzione di merito a: Manuel De Sica – Di figlio in padre – Bompiani. Per la saggistica: Francesco Barbagallo – La questione italiana – Laterza; “ Il Nord e il Sud dal 1860 a oggi”; Ferdinando Imposimato – La Repubblica delle stragi impunite – Newton Compton; Roberto Ippolito – Ignoranti – Chiarelettere; “L’Italia che non sa – l’Italia che non va”; Andrea Kerbaker - Lo scaffale infinito – Ponte alle Grazie; Rosario Villari – Un sogno di libertà – Mondadori
Fonte: OstiaToday.it

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