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martedì 9 luglio 2019

Stadio della Roma, il fronte del "No a Tor di Valle" serra i ranghi: le novità sul progetto

Ci sono tutti i protagonisti della delibera d'iniziativa consiliare con cui si è tentato di bloccare lo stadio a Tor di Valle. L'ex pentastellata Cristina Grancio (DemA), l'urbanista Paolo Berdini ed al consigliere Stefano Fassina (Sinistra per Roma)  sono nuovamente insieme. Con due appuntamenti in rapida successione, hanno deciso d'informare i cittadini del Torrino e di Ostia, sull'iter legato al progetto dello "Stadio della Roma".

Onorevole Fassina, avete organizzato due appuntamenti a distanza di due giorni. Il primo previsto per l'8 luglio nel teatro parrocchiale di Piazza Cina, al Torrino. Il secondo è invece stato annunciato, il 10,  nel centro culturale Affabulazione di Ostia lido.  Cos'è, un 'Tour estivo' del fronte contrario al progetto di Tor di Valle?

Ahahah, non c'è in programma nessun tour estivo. Stiamo semplicemente rispondendo alle richieste deicittadini che vogliono essere informati su quell'operazione. Lunedì la consigliera Grancio, insieme all'urbanista Berdini, si confrontano con i romani che abitano nel quadrante del Municipio IX. Io invece, sempre con la collega Grancio, vado ad incontrare i residenti del Municipio X. Anche loro sono preoccupati e vorrebbero avere contezza del futuro della Roma Lido.

Lei e l'ex pentastellata Grancio, avevate presentato una delibera d'iniziativa consiliare. A che punto è l'iter?

Dopo il parere positivo incassato dal Municipio IX, la nostra delibera è approdata nelle commissioni competenti di Roma Capitale. Ne abbiamo svolte tre e, purtroppo, in quelle sedi è stata sempre bocciata

Significa che non la presenterete in Assemblea Capitolina?

La presenteremo lo stesso, perché le bocciature non implicano l'impossibilità di farlo. Ciò premesso ritengo sia difficile che possa passare, anche se ciò non significa che tutti i consiglieri pentastellati sposino ora il progetto

Lei ha la sensazione che, su questo tema, i grillini non siano più compatti?

Sì, tutto quello che è accaduto ha portato diversi consiglieri del Movimento cinque stelle a non ritenere più l'opera di interesse pubblico.
Mi sembra che, sempre più chiaramente, un numero crescente di esponenti del M5s non riconosca più l'esistenza del pubblico interesse contenuto nella delibera votata in Campidoglio. E questo accade anche per l'indisponibilità che sembra emergere di finanziare tutte quelle opere per la mobilità che renderebbero il quadro del traffico, per dirla con l'espressione usata dal Politecnico di Torino, come non catastrofico. In sostanza aumenta la consapevolezza che l'interesse pubblico sia divenuto inesistente.

Però non voteranno il vostro atto, quello con cui lei e la collega Grancio chiedete esattamente di ritirare il pubblico interesse, requisito fondamentale per accedere alla legge sugli stadi....

Esatto. Tuttavia sottolineo due cose. Dopo le dimissioni di  Enrico Stefàno da vicepresidente d'aula, rilevo un'oggettiva difficoltà nel calendarizzare sedute in assemblea capitolina. Ed al tempo stesso penso che i pentastellati, visto che non sono così sicuri che ci sia ancora un interesse pubblico in quell'operazione, potrebbero decidere di non portare in Aula la variante urbanistica. E senza quell'atto, il progetto di Tor di Valle salta.

Quindi muta la strategia da parte di coloro che, in questi anni, si sono sempre mostrati contrari al progetto di Tor di Valle. Non si punta solo sulla richiesta di far saltare il pubblico interesse, istanza che peraltro il Municipio IX aveva pure raccolto. Adesso la strategia prevede di scommettere direttamente sull'immobilismo della maggioranza grillina. Nel frattempo le proposte che arrivano da Fiumicino potrebbero invogliare la società giallorossa a rivedere i propri piani. Puntando magari sulla realizzazione di uno stadio nelle superfici, non vincolate, della citta areoportuale.
Fonte: Romatoday.it

martedì 28 agosto 2018

Ponte della Scafa, domani riapre a senso unico. Montino: «Tre mesi per la messa in sicurezza»

«Domani mattina è confermato, alle ore 6 ci sarà l'apertura del ponte. Non sarà un'apertura totale ma soltanto una carreggiata per senso di marcia, alternato, con un passaggio pedonale di circa 1,30 m dove i pedoni potranno passare. Questo ci permette di sbloccare la situazione del traffico, pur sapendo che anche questo provvedimento creerà difficoltà. Ci sarà una coda la mattina verso Ostia, il pomeriggio dalla parte opposta. È inutile passare dentro Fiumicino, dentro l'Isola Sacra per il Ponte 2 Giugno, perché via della Scafa non potrà avere la percorrenza garantita verso Ostia. Sarà infatti interrotta nella parte finale, con l'immissione del ponte, per separare il traffico da attraversamento dal traffico locale». Così in un video su Facebook il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino. «Chiaramente - aggiunge il sindaco di Fiumicino - garantiremo navette avanti e indietro per pedoni, studenti, lavoratori, verso i terminal dell'Aeroporto da ponte della Scafa, via delle Frasche, via del Faro, Ponte 2 Giugno, e viceversa. E questo mi auguro succederà nelle prossime ore anche con Ostia. Bisogna trovare navette che portino i pendolari direttamente a Ostia o alle stazioni della Roma Lido. Per quanto riguarda i tempi, ho chiesto cantiere che non si fermi mai, che lavori anche di notte. Mi è stato risposto positivamente. Grazie a questa risposta credo che massimo in 3 mesi, magari anche un pò prima, si riesca a definire tutto e ad avere un ponte completamente sicuro e rinnovato».
Fonte: IlMessaggero.it

martedì 2 maggio 2017

Roma, pasticcio Nuvola: spostata di 2 metri e il marciapiede occupa la strada

Per molti è un segreto di Pulcinella, per altri sarà l'ennesima sorpresa alla romana. Dopo l'inaugurazione in pompa magna voluta in gran fretta, i costi lievitati, le polemiche dello stesso progettista, un'altra ombra si getta sulla Nuvola di Fuksas: l'edificato non combacia con il permesso di costruire. Per una serie di errori c'è stata una traslazione, uno spostamento dell'intero complesso di circa due metri. Due metri che assumono proporzioni importanti, dato che restringono viale Europa, una delle quattro strade che confinano con il Nuovo Centro Congressi.
Non si tratta solo di un evidente intralcio al traffico, ma dell'interruzione della visuale prospettica dall'Archivio Centrale di Stato alla basilica dei Santi Pietro e Paolo, ai due estremi del lungo viale tutelato a livello architettonico e urbanistico dalla Sovrintendenza di Stato, così come tutto il quartiere Eur.

Apparentemente, nell'arco degli otto anni di costruzione, nessuno - non il progettista, non i costruttori Condotte spa, né il proprietario dell'immobile Eur spa, né Comune o Polizia Locale - si è accorto dell'incongruenza. E oggi la questione rimbalza tra la società Eur e dipartimento e assessorato all'Urbanistica di Roma Capitale. Un impegno non da poco per il neo assessore Luca Montuori, che, nonostante sia informato del problema, non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito. Forse perché l'operazione finora è stata gestita in riservatezza, evitando comunicazioni scritte.
Gli unici rilevamenti effettuati di recente - di cui Repubblica è entrata in possesso - confermano la non conformità tra progetto approvato ed effettiva occupazione di suolo. Ma l'errore si può rilevare anche a occhio nudo. Basta posizionarsi su viale Europa poco prima del Nuovo Centro Congressi (dal lato dell'albergo, la Lama) e seguire la linea di mezzeria della carreggiata. Si crea una strettoia in contiguità con il nuovo edificio: ma l'ingombro non è solo costituito dalla recinzione del cantiere. È il nuovo marciapiede, già arredato da alberi e lampioni, ad occupare buona parte del viale.

Eliminando i metri "abusivi" che invadono la strada nevralgica per la viabilità locale rimarrebbe una risicata striscia di meno di un metro e mezzo da destinare ai pedoni. Inammissibile pensare che la gente debba camminare in fila indiana davanti a una struttura che si propone come un gioiello dell'architettura capitolina, peraltro in una via dove il resto dei marciapiedi sono larghi almeno 3 metri.
Al di là della responsabilità dell'errore in fase di cantiere - il direttore dei lavori è cambiato in corso d'opera - occorrerà trovare il denaro per la demolizione/ricostruzione, a cui si aggiunge la preoccupazione di comunicare all'architetto Fuksas che la sua creatura, già costata almeno 363 milioni di euro tra spese di progettazione e oneri concessori, dovrà subire delle modifiche. Infatti non si tratta solo di eliminare un pezzo di marciapiede e di allargarlo a ridosso della Lama. Nella zona che risulterebbe in linea con il resto del viale, infatti, c'è un dislivello di circa un metro, dovuto all'emergere della struttura dei sotterranei. Da escludere, dunque, la demolizione, perché intervenendo in una parte strutturale verrebbe messa in discussione la stabilità dell'edificio. Da lì l'idea di una passeggiata sopraelevata: un percorso su cui camminare più in alto rispetto al livello del viale. Ma sono solo ipotesi, al momento.

L'unica segnalazione su un eventuale restringimento della carreggiata è giunta a inizio anno da parte del IX Municipio, che chiedeva ragguagli sui tempi di smantellamento del cantiere che, da protocollo, è iniziato l'11 gennaio 2017. Ma quasi quattro mesi dopo, jersey e orsogril sono ancora al loro posto. L'impasse impedisce a Eur spa di ottenere l'agibilità per l'opera e dunque di poter procedere alla vendita dell'hotel, fondamentale per rimpinguare le casse dell'ente che per finanziare la Nuvola è già dovuto ricorrere alla vendita di alcuni suoi asset come l'Archivio di Stato e il Museo Pigorini. L'unica certezza è che ci sarà la necessità di una forte volontà politica per risolvere la questione, ed evitare che il cantiere rimanga tale per ancora parecchio tempo. Rimane un punto interrogativo su come la Nuvola possa cominciare a ospitare eventi entro il 2018.
Fonte: Repubblica.it

sabato 3 dicembre 2016

La Nuvola di Fuksas apre al pubblico

La Nuvola di Fuksas apre al pubblico

La Nuvola di Fuksas, finalmente ultimata e inaugurata, è pronta per mostrarsi al grande pubblico: dall'8 all'11 dicembre l'opera dell'Eur apre le porte alla cittadinanza che per quattro giorni potrà così ammirarla da vicino.

Il consiglio di amministrazione di Eur spa ha infatti deciso di aprire straordinariamente il Roma Convention Center: 8, 9, 10 e 11 dicembre dalle 9 alle 19 i cittadini potranno dunque visitare liberamente la Nuvola, opera congressuale progettata da Massimiliano e Doriana Fuksas. 

Fonte: Romatoday.it

mercoledì 10 giugno 2015

Il Ponte dei Congressi si farà, i lavori in partenza entro fine anno

Il Ponte dei Congressi, dopo 15 anni dal lancio dell'idea e dopo 14 dal concorso pubblico, diventerà realtà. Lo ha confermato il Campidoglio, e il sindaco Marino ha assicurato che i lavori inizieranno entro l'anno. L'improvvisa rinascita di un progetto che sembrava ormai definitivamente accantonato è dovuta al varo dello Sblocca Italia, che tra le altre cose ha sbloccato i fondi necessari alla realizzazione dell'opera. Già a marzo sul sito di Roma Capitale era comparso l'annuncio, ma ora c'è anche una tempistica, dopo i passaggi di rito per la presentazione della gara d'appalto.
Rispetto al progetto che vinse il concorso nel 2001 (in foto un rendering di quel disegno), il Ponte dei Congressi sarà diverso. Sarà un ponte a due livelli, uno per auto e bus, un'altro, più basso, per pedoni e piste ciclabili. Il disegno originale è stato ritoccato per potersi avvicinare all'architettura dell'EUR e all'arco, mai realizzato, di Adalberto Libera, ed è opera dello studio Transit con gli architetti Enzo Siviero, Juan Josè Arenas de Pablo e i fratelli Roberto e Fabio De Marco.

Per quanto riguarda la collocazione, il Ponte dei Congressi collegherà l'EUR e la Magliana, due zone vicine ma separate, e in particolare andrà da viale Isacco Newton e Viale della Magliana fino a viale Egeo, viale dell'Oceano Indiano e Viale dell'Oceano Pacifico. Ma, oltre a collegare i due quartieri, il ponte avvicinerà anche EUR e Magliana all'autostrada A91 Roma-Fiumicino, accorciando decisamente i tempi di percorrenza da e verso l'aeroporto.

L'opera si inserisce anche nel novero di novità che riguarderanno il quadrante sud di Roma nei prossimi anni. Nel 2016 dovrebbe finalmente aprire la Nuvola di Fuksas, che sarà il nuovo centro congressi della Capitale, ed entro i prossimi cinque anni (ritardi permettendo) dovrebbe nascere anche il nuovo stadio della Roma a Tor di Valle, altra zona che potrebbe beneficiare del nuovo Ponte.

Ponte che fu pensato nel 2000 da Rutelli, riproposto dopo una pausa da Veltroni nel 2007 e poi cancellato da Alemanno nel 2009 per mancanza di fondi. Ora i fondi ci sono, anche se il costo dell'opera è lievitato a quasi 200 milioni di euro, e i lavori dovranno cominciare entro la fine dell'anno, perché lo Sblocca Italia dà un massimo di dieci mesi per l'avvio del cantiere. Ora quindi manca solo la delibera che affida al Provveditorato alle opere pubbliche del Lazio il ruolo di stazione appaltante per l'opera e i cantieri potranno partire.
Fonte: 06blog.it

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