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mercoledì 3 giugno 2020

Via libera agli spostamenti tra regioni: le regole nel Lazio. Resta il divieto per chi ha più di 37.5 di febbre

Da oggi mercoledì 3 giugno riaprono i confini tra le regioni italiane dopo il lockdown. Nel Lazio gli spostamenti sono fissati da un'ordinanza firmata ieri dal governatore Nicola Zingaretti. 

Punto principale della normativa: come già stabilito dal Ministero dei Trasporti, non è consentito l'ingresso e non sono consentiti gli spostamenti all'interno della regione a chi presenta sintomatologia da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5 gradi. Inoltre non è consentito l'ingresso neanche a persone già sottoposte a sorveglianza sanitaria o che sono in isolamento fiduciario.

Quali divieti dopo il 3 giugno
Su treni, aerei e navi gli operatori dovranno provvedere alla misurazione della febbre ai passeggeri all'imbarco. Le persone residenti in regioni diverse dal Lazio che, allo sbarco, presenteranno temperatura superiore a 37,5 gradi dovranno contattare il numero unico regionale dedicato 800.118.800. Eventualmente dovranno sottoporsi a test molecolare e poi al tampone presso le stazioni ‘drive in'. Fino all'esito diagnostico dovranno restare in isolamento presso il loro domicilio. 

Nessun termoscanner in stazione all'arrivo
La misurazione della temperatura allo sbarco però è prevista solo per aerei e navi. Non per i treni. "I vettori e gli armatori del trasporto interregionale aereo e marittimo del porto di Civitavecchia provvedono alla misurazione della temperatura dei singoli passeggeri anche allo sbarco" è scritto nel documento. Mancano le stazioni dei treni. 

Sul punto la regione Lazio precisa ieri in serata che "il divieto di circolare con una temperatura superiore a 37,5 è già previsto dal Dpcm del 26 aprile 2020. L'ordinanza regionale si limita a ribadire tale prescrizione stabilita dal governo, non ad istituirla. L'ordinanza regionale rafforza le misure di contact tracing prendendo in carico il cittadino qualora sia riscontrata una temperatura maggiore del 37,5 e avviando i controlli preposti".
Fonte: RomaToday.it

mercoledì 20 maggio 2020

Fase 2 bis nel Lazio: dal 25 maggio riaprono palestre e piscine, dal 29 spiagge e villaggi

Dal 25 maggio potranno riaprire palestre e piscine a Roma e in tutto il Lazio. Dal 29 maggio potranno riaprire le attività degli stabilimenti balneari che comprendono anche quelle "sulle spiagge libere e altre attività a finalità turistico ricreativo che si svolgono sul demanio marittimo".

Il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha firmato una ordinanza annunciando così la ripartenza di ulteriori attività economiche, in particolare legate al turismo. Non solo stabilimenti e palestra, quindi, ma anche le strutture ricettive: guest house o affittacamere, ostelli per la gioventù, hostel o ostelli, case e appartamenti per vacanze, case per ferie, bed & breakfast, country house o residenze di campagna, rifugi montani, rifugi escursionistici, case del camminatore, alberghi diffusi.

Potranno inoltre riprendere attività escursionistiche a piedi in natura e nell'aria aperta, anche a titolo professionale ma a "condizione del rispetto della distanza interpersonale di due metri tra i componenti del gruppo escursionistico", viene chiarito nell'ordinanza.

Riaperture: negozi, spiagge, parrucchieri ripartono. Tutte le informazioni
Da lunedì, inoltre, sono consentite le seguenti attività: palestre e piscine; l'attività di somministrazione di alimenti e bevande all'interno di centri e strutture sportive, nonché dei centri ricreativi e culturali, fermo restando la sospensione degli eventi e delle competizioni sportive e la sospensione degli spettacoli aperti al pubblico in base a questo stabilito dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 maggio 2020; l'attività corsistica individuale di scuole di musica, danza, pittura, fotografia, teatro e lingue straniere

Dal 29 maggio, invece, sono consentite le attività degli stabilimenti balneari e lacuali (raccogliendo così l'appello dei balneari), sulle spiagge libere (già aperte a Ostia dal 18 maggio ma solo per passeggiate e sport) e altre attività a finalità turistico ricreativo che si svolgono sul demanio marittimo e lacuale; le attività dei parchi tematici, parchi zoologici, parchi divertimento, lunapark e spettacolo viaggiante; i campeggi, villaggi turistici, aree attrezzate per la sosta temporanea.

Ovviamente, precisa l'ordinanza, tutte queste attività "devono svolgersi nel rispetto dei contenuti delle linee guida allegate", del "protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro" e delle "linee guida nazionali in materia di sanificazione". 

Per le nuove aperture la delibera prevede che "allo scopo di assicurare la massima compatibilità tra gli obiettivi di ripresa delle attività economiche e sociali e quelli di sicurezza dei servizi di trasporto pubblico - viene chiarito - i soggetti interessati si conformano alla disciplina degli orari di apertura delle attività commerciali, artigianali e produttive eventualmente stabilite con provvedimento del Sindaco del comune di riferimento".

Quindi la chiusura delle attività commerciali sarà non oltre le ore 21.30. Escluse le farmacie, le parafarmacie e gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande sul posto o da asporto.
Fonte: Romatoday.it

lunedì 18 maggio 2020

Coronavirus, a Roma nord una microzona rossa: 18 casi positivi e 4 famiglie isolate

Una microzona rossa conseguenza di un cluster da Covid19. Siamo a Roma Nord, dove diciotto persone appartenenti a quattro nuclei familiari sono state poste in isolamento dopo essere risultate positive ai tamponi per il Coronavirus. Una situazione sotto controllo, come fanno sapere dalla Asl Roma 1, con l’attivazione di tutte le procedure per il contenimento del contagio.

In particolare ad essere dichiarata zona rossa, è stata una palazzina multifamiliare che si trova a Prima Porta, in un’area isolata di campagna nel territorio del XV Municipio. Secondo quanto si apprende i quattro nuclei familiari erano stati autorizzati a partecipare ad un funerale di un congiunto morto per altre patologie non riconducibili al Covid19

Possibile che alle esequie abbia partecipato una persona positiva al Covid ma asintomatica. Celebrati i funerali alcuni familiari hanno accusato sintomi influenzali, per poi essere sottoposti ai test che hanno indicato la presenza di 18 positivi in totale. 

Individuato il cluster familiare la palazzina plurifamiliare è stata isolata con l’attivazione della Croce Rossa per gli approvvigionamenti alle 18 persone al momento in quarantena in casa.
Fonte: Romatoady.it

lunedì 4 maggio 2020

Coronavirus: in otto a festa di compleanno, denunciati

E’ accaduto nel weekend appena trascorso. I Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro hanno scoperto, in un’abitazione privata, una festa di compleanno non autorizzata in questo periodo di emergenza Covid-19, identificando e sanzionando tutti i partecipanti, tra festeggiato e ospiti, in totale 8 persone.

Ieri sera, su segnalazione di alcuni abitanti di zona, i Carabinieri della Stazione Roma Madonna del Riposo sono intervenuti presso un condominio in via Aurelia e sentendo provenire diverse voci e musica da un’abitazione, hanno eseguito una verifica.

Una volta all'interno, i Carabinieri hanno notato la presenza di 8 giovani, tutti studenti, che festeggiavano il 17esimo compleanno di uno dei partecipanti. Durante le fasi dell’identificazione dei presenti, uno di loro, un 19enne romano, residente in quell'abitazione, si e’ prima rifiutato di fornire le proprie generalità e poi ha iniziato ad insultare e minacciare i Carabinieri.

Il giovane è stato poi calmato e trovato in possesso di alcune dosi di marijuana. I militari lo hanno denunciato per detenzione di sostanze stupefacenti, rifiuto di fornire le generalità e resistenza, oltraggio e minaccia a Pubblico Ufficiale.

Al termine delle operazioni, i Carabinieri hanno sanzionato tutti gli 8 giovani per inottemperanza della normativa per il contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19. Lo scrive in una nota il Comando Provinciale Carabinieri Roma.
Fonte: https://www.romadailynews.it/cronaca

Fase 2 e controlli, che cosa cambia da oggi: Lamorgese "detta le regole"

Fase 2 e controlli, che cosa cambia da oggi: Lamorgese "detta le regole"

Inizia oggi la fase 2, quella del convivenza con il coronavirus. "Siamo ancora in una fase molto delicata, che da questa settimana ci consente una riapertura delle attività, seppure parziale, e un limitato allentamento delle prescrizioni sui movimenti delle persone. Per questo mi appello ancora una volta all'autocontrollo dei singoli cittadini per quanto riguarda il rispetto rigoroso delle norme di sicurezza imposte dall'emergenza sanitaria". 
Lo dice il ministro del'Interno, Luciana Lamorgese, in un'intervista alla "Stampa".
Da oggi i controlli inevitabilmente riguarderanno una percentuale molto minore dei cittadini che escono di casa. Oltre agli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative (e oggi tornano al lavoro milioni di persone), motivi di salute o prima necessità è infatti consentito di muoversi per incontrare i congiunti, purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro, e per fare attività motoria senza dover restare nei pressi della propria abitazione. Facile capire quindi come molto stia ora a tutti noi: distanziamento, mascherine, igiene. Come ha spiegato con ammirevole sintesi il sindaco di Milano, questa è una partita in cui "il comportamento vale 90 e il controllo vale 10".
"Nella prima fase di chiusura, i cittadini hanno già dimostrato la consapevolezza sui comportamenti da tenere per evitare la diffusione del virus. E proprio ora - aggiunge - nel momento in cui circoleranno molte più persone nelle strade e sui mezzi di trasporto e riapriranno aziende e attività professionali, dobbiamo proteggerci e proteggere gli altri dal contagio. Mantenendo quegli stili di vita che abbiamo già responsabilmente modificato nella prima fase dell' emergenza.  Lamorgese sottolinea che "i controlli hanno il primario obiettivo di salvaguardare la salute pubblica. L'indicazione del ministero è che le verifiche dovranno essere svolte con equilibrio tenendo conto delle singole situazioni. Per questo si dovrà far rispettare in modo rigoroso il divieto di assembramento, garantendo il necessario distanziamento tra le persone e l'adozione di tutte le cautele anche attraverso le misure di protezione individuale previste. Si dovrà tenere conto, inoltre, dell' impatto che i controlli possono avere sulla vita quotidiana delle persone. Come, d' altronde, sta dimostrando ogni giorno tutto il personale impiegato nei controlli sul territorio, che continua ad operare con professionalità e senso di umanità".
Il ministro dell'Interno spiega che "l'autodichiarazione (QUI IL NUOVO MODULO) è uno strumento che tutela anche in questa seconda fase dell'emergenza sanitaria lo stesso cittadino sottoposto a controllo. Serve, tra l'altro, a dichiarare che non si sta violando la quarantena. Per questo non deve essere vissuta come un inutile adempimento burocratico. Comunque, per velocizzare le procedure, coloro che vanno a lavorare potranno giustificare lo spostamento esibendo la documentazione fornita dal datore di lavoro".
Fonte: RomaTodayt.it


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martedì 21 aprile 2020

Coronavirus Roma, negozi e uffici: aperture a orari scaglionati. Ecco le regole per la fase 2

Sanificazioni, obbligo di mascherina nei negozi, distanziamento di 1,5 metri all'aperto, rapporto inderogabile tra spazi commerciali e persone all'interno dei locali (10 metri quadri a testa per i negozi, 4 metri quadri per i bar), orari scaglionati per le attività commerciali e per gli uffici pubblici: le librerie per esempio potrebbero aprire alle 11, tabaccai e abbigliamento potrebbero alzare la serranda prima.
Ecco i cinque punti per la ripartenza di Roma e del Lazio discussi ieri sera in un vertice tra la Regione, la Prefettura, il mondo delle imprese e i sindacati. Due ore di riunione, rigorosamente in videocall, per iniziare a fissare le regole della fase 2. I tempi li detterà il governo nazionale, ha detto chiaramente il governatore Nicola Zingaretti. Insomma, nel Lazio niente fughe in avanti. Ma sul come riaprire, la Pisana dirà la sua, ascoltando le categorie. Non si arriverà a una nuova ordinanza, ma entro giovedì sarà stilato un decalogo con regole valide per tutti e una serie di indicazioni per ciascun comparto produttivo.
I commercianti hanno chiesto l'obbligo di mascherina per entrare nei negozi. È un punto che dovrebbe essere accolto (in molti supermercati del resto è già così). Non sarà indicata una categoria di mascherine in particolare, andranno bene anche quelle di stoffa riutilizzabili 50 e più volte.

STUDI E SERVIZI
Il 4 riapriranno fabbriche e cantieri, ma si sta discutendo anche la possibilità di allargare il perimetro agli studi professionali e ai servizi. Poi dovrebbe toccare al commercio non-food. Per le regole di ristoranti e bar invece è tutto rimandato a una fase successiva, spiega Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma. «Lo stesso discorso - aggiunge - vale per palestre, centri benessere ed eventi culturali: ne parleremo in un secondo momento con equilibrio, ora stiamo cercando di capire cosa si può riaprire subito».

BOOM DI SMART WORKING
Per alcune categorie di negozi si parla anche di barriere alle casse e gel disinfettante. All'aperto il distanziamento minimo sarà di 1,5 metri-2 metri. Per le aziende c'è l'ipotesi di istituire, sul modello del medico competente, un referente per il Covid-19, il quale dovrà elaborare un piano per gestire eventuali isolamenti nel caso di un contagio, in raccordo con la Asl, e sanificazioni. Per gli uffici e le attività non a contatto con il pubblico, la Regione chiederà di rimanere ancora in smart working, modalità che nel Lazio è stata utilizzata dal 45% della forza lavoro, contro la media nazionale del 26%.

«PIÙ CORSE SUI BUS»
Il vice-governatore Daniele Leodori ha spiegato che le linee guida si baseranno su 5 P: «Prudenza, prevenzione. protezione con gli strumenti necessari, progettualità e piccoli passi, perché la riapertura sarà progressiva».
Il presidente di Unindustria, Filippo Tortoriello, ha ricordato che nel Lazio «il 37,3% delle aziende sono sempre state aperte e il 36,1% ha avuto una chiusura parziale, mentre a livello nazionale è rimasto sempre aperto il 29.7% delle aziende». Significa, per il leader di Unindustria, che «le aziende possono garantire la sicurezza dei lavoratori, si riparta quanto prima». Oggi nuovo vertice tra Regione e Prefettura, stavolta con il Campidoglio. Obiettivo: riorganizzare i trasporti. Con i bus contingentati, dice la Pisana, servono più corse.
Fonte: IlMessaggero.it

lunedì 20 aprile 2020

Coronavirus, lo Spallanzani: "Consolidato trend di decrescita dei ricoveri". Il bollettino

Sono 125 i pazienti positivi al coronavirus ed in cura allo Spallanzani. Di questi, 19 necessitano del supporto respiratorio. Dati che, nelle ultime 24 ore, sono cresciuti di poco anche perché, nella giornata del 19 aprile (qui i dati) si è registrato il numero più basso di nuovi casi da inizio epidemia.

"Siano con un trend sotto il 2% - ha annunciato l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato -. Adesso bisogna stabilizzare la discesa". 87 quelli registrati nel Lazio domenica, contro i 144 di due giorni fa. Nella sola città di Roma si contano 22 nuovi casi: otto nella Asl Roma 1, dodici nella Rm2 e due nella Rm3.

Il bollettino dello Spallanzani del 20 aprile
Lo Spallanzani, nel bollettino del 20 aprile, sottolinea anche come "considerato il trend ormai consolidato di decrescita dei ricoveri ospedalieri, nell'ambito di una valutazione regionale, l'Istituto sta procedendo a ricoverare pazienti provenienti da altri presidi, anche sospetti e da diagnosticare".

Coronavirus, gli ultimi dati Asl a Roma e nel Lazio 
Asl Roma 1: 8 nuovi casi positivi. 2350 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare, un numero quattro volte superiore a chi ne entra. Aumenteranno i tamponi drive in per persone in isolamento domiciliare convocate dalla asl, dopo Santa Maria della Pietà partirà Largo Rovani

Asl Roma 2: 12 nuovi casi positivi. 9 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare. Il Selam Palace si avvia a conclusione della sorveglianza, si manterranno prescrizioni. Attivati i tamponi drive in per persone in isolamento domiciliare convocate dalla asl a Centocelle e Garbatella, in valutazione anche a Capannelle

Asl Roma 3: 2 nuovi casi positivi. 2196 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare. Continuano i controlli nelle case di riposo e RSA del territorio. Tamponi drive per persone in isolamento domiciliare convocate dalla asl a Casal Bernocchi

Asl Roma 4: 6 nuovo caso positivo. 3021 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare. Continuano i controlli nelle case di riposo e RSA del territorio anche con il supporto del camper dei medici di medicina generale

Asl Roma 5: 7 nuovi casi positivi. 2376 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare

Asl Roma 6: 33 nuovi casi positivi la maggior parte riferibili alla RSA di Rocca di Papa e alla RSA di Montecompatri dove sono stati avviati 13 trasferimenti. 49 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare. Alla RSA di Rocca di Papa ancora criticità: situazione fortemente attenzionata; richiesto dal Comune il commissariamento dell’intera struttura

Asl Frosinone: 6 nuovi casi positivi. 49 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare. Durante i controlli individuate 2 case di riposo abusive a Fiuggi. Tamponi drive per persone in isolamento domiciliare convocate dalla asl all’Ospedale Spaziani 

Asl Latina: 7 nuovi casi positivi tutti in isolamento domiciliare. 6653 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare

Asl Rieti: 3 nuovi casi positivi. Deceduto un uomo di 69 anni. 31 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare

Asl Viterbo: 3 nuovi casi positivi. 2842 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare. Continuano i controlli sulle RSA e case di riposo del territorio.
Fonte: RomaToday.it

mercoledì 15 aprile 2020

Il ritorno al lavoro nella regione Lazio: la fase 2 sarà con barriere in plexiglass e gel disinfettante

Fonte Agenzia Dire - Un metro di distanza da garantire sempre e comunque, gel disinfettanti all'ingresso e deroghe all'occupazione di suolo pubblico, perché consumare su tavolini all'aperto sarà comunque più sicuro che farlo in posti chiusi. In Regione Lazio si preparano le aziende alla fase 2, quella del convivenza con il coronavirus. Dopo il 3 maggio, con ogni probabilità e salvo sorprese, buona parte delle attività produttive riaprirà. Si è parlato di questo ieri al del tavolo costruito dal governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, insieme a sindacati, parti datoriali, esercenti, sindaci e associazioni per immaginare come fare ripartire il Lazio. 

"Abbiamo convocato tutte le associazioni datoriali del mondo delle imprese, dei sindacati, l'Abi Lazio, circa 20 associazioni, l'Anci è una rappresentanza di sindaci per cominciare a discutere sulla fase che ci sarà da dopo il 3 maggio sulle riaperture, con l'obiettivo chiaro che la riapertura dovrà avvenire con la massima sicurezza di chi produce e con la massima sicurezza per chi consuma - ha detto Zingaretti dopo l'incontro - è evidente che anche quando ci saranno le riaperture queste avverranno in fabbriche ed esercizi commerciali che non potranno essere gli stessi della fase precedente all'esplosione del Covid ma avverranno in fabbriche ed esercizi commerciali che dovranno organizzarsi in una realtà che, fino a quando non ci sono sarà il vaccino, sarà una situazione particolare". 

Dalle barriere in plexiglass al disinfettante obbligatorio
La Regione ha messo sul tavolo una traccia di lavoro: "Insieme allo Spallanzani offriremo delle linee guida per la sicurezza: ad esempio l'utilizzo del plexiglass per costruire nei locali commerciali dei divisori tra chi sta in cassa e chi sta fuori, l'obbligo del disinfettante per la pulizia delle mani, probabilmente il contingentamento degli ingressi. L'indicazione che abbiamo dato per le pmi e le fabbriche è organizzare per ogni comparto produttivo degli accordi sindacati-imprese sul tema della sicurezza nei posti di lavoro. Vogliamo arrivare al giorno del superamento del lockdown in una situazione in cui si inizi in sicurezza. Per questo non abbiamo aperto le librerie, perchè nel dpcm di venerdì erano previste alcune raccomandazioni che richiedono una riorganizzazione degli spazi di produzione. Vogliamo arrivare al 3 maggio con il massimo della rete produttiva e di distribuzione pronta ad essere efficiente".

Deroghe a occupazione suolo pubblico per i ristoranti
Con una avvertenza: "Anche quando ci sarà la riapertura, nessuno si illuda che il tema del Coronavirus sarà superato: andrà affrontato mettendo in campo al massimo delle misure di sicurezza per tornare a delle abitudini ma in condizioni di sicurezza diverse". Per favorirle, tra le alte cose, "chiederemo ai sindaci di rivedere le norme sull'occupazione di suolo pubblico sui tavoli di ristoranti e bar perchè, pur pagando il dovuto, si accettino delle deroghe. È evidente che il consumo all'aperto, seduti e dentro le regole, sarà meno a rischio - ha spiegato Zingaretti - Anche quando riapriranno le attività, le regole del distanziamento sociale rimarranno come un faro per riorganizzare la nostra vita e quindi è presumibile che quando ci sarà il consumo da seduti ci sarà un rapporto metri quadri/clienti che andrà rispettato e stiamo studiando come non produrre eccessivi danni a chi, riaprendo la propria attività, potrà farlo mantenendo norme di distanziamento sociale. 

Immaginiamo che sarà importante garantire a determinati esercizi la possibilità di mettere anche i tavoli fuori, al di là dei metri quadri del proprio locale. Nei bar ci dovranno essere delle regole di contingentamento di ingressi e degli spazi". Dalla Regione ai primi cittadini non arriverà una imposizione ma "un invito a prendere in considerazione il fatto di permettere alla ristorazione di potersi riprendere e di valutare che, soprattutto nel periodo estivo, un tipo di ristorazione all'aria aperta dà garanzie sicurezza superiori che non al chiuso. Ogni comune sarà libero di dare una risposta. Dovremo riorganizzare le nostre città, noi daremo delle regole guida poi ogni sindaco le applicherà nel proprio territorio le soluzioni migliori perchè questo diventi nuovamente fruibile e competitivo".

Allo stesso modo "quando riapriranno i negozi o i grandi magazzini dovremo trovare formule che permettano il rispetto delle regole, perchè se ci ammassiamo tutti in un negozio ricominciamo da capo. Invece dobbiamo cominciare a ragionare, come accade nei supermercati, su come le norme di distanziamento sociale vengano garantite per convivere col virus ma non fare fallire tutti i negozi". 

Sicurezza e trasporti
Norme di sicurezza anche nel settore dei trasporti: "Proporremo divisori in plexiglass nei taxi perché aiuta di molto la sicurezza sia di chi guida il taxi sia di chi lo prende". "Questo è l'oggetto della discussione che si sta aprendo con gli esercenti e le forze del lavoro, per trovare la migliore soluzione ed evitare che quando si riapriranno le attività ci si trovi in situazioni di difficile gestione" e "giovedì il vicepresidente Leodori vedrà le Camere di commercio delle province per avviare questa discussione e per farci trovare pronti quando riapriranno i locali". 
Zingaretti è rimasto positivamente colpito dal "protocollo sottoscritto da sindacati e FCA che permetterà a quella fabbrica di riprendere in piena sicurezza degli operai. Quello è un modello che nelle fabbriche si dovrà seguire, allo stesso modo negli esercizi commerciali e artigiani dovranno stilarsi dei protocolli e le Camere di Commercio stanno pensando ad adesivi da mettere fuori gli esercizi commerciali per dire 'questo esercizio osserva le norme di tutela di distanziamento sociale previste'". La partita è appena cominciata e "da domani partiranno i tavoli di concertazione tra sindacati e imprenditori, associazioni del commercio e sindacati del mondo del commercio per vedere come alcune regole indispensabili per la sicurezza dei lavoratori e di chi consuma vengano rispettate".
Fonte: Romatoday.it

giovedì 2 aprile 2020

Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. Prorogata al 13 aprile la chiusura al pubblico di parchi, ville e aree gioco. Divieto di accesso anche alle spiagge del Litorale Romano

A seguito delle decisioni prese dal DPCM del 1° aprile 2020, contenente Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale, si dispone la proroga fino al 13 aprile 2020 del periodo di chiusura al pubblico  di parchi, ville, aree gioco e del divieto di accesso alle spiagge del Litorale Romano ed a quelle della Riserva Statale in gestione a Roma Capitale (Pinete di Castel Fusano e Acqua Rossa).
Fonte: Comune.roma.it

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